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SCEMPI OLIMPICI: UNA INCHIESTA SULLA “FERITA” DELLA PISTA DA BOB E SUI DANNI ALLA VEGETAZIONE

“Cortina è medaglia d’oro dello scempio”: con questi titolo Il Fatto Quotidiano ha pubblicato in prima pagina un ampio e documentato dossier a firma di Giuseppe Pietrobelli, a un mese dall’apertura delle Olimpiadi invernali in programma dal 6 al 22 febbraio (https://www.ilfattoquotidiano.it). A corredo, due impressionanti foto aree, modello “prima e dopo”, che mostrano la “ferita” della pista da bob (in alto, il rendering del progetto) inferta alla vegetazione locale e al territorio circostante. Nell’articolo si legge che “i costi sono saliti a 4-5 miliardi” e che i lavori per organizzare quelli che erano stati presentati come “i giochi più sostenibili di sempre”, in realtà “hanno sventrato boschi e pendii”. Sarebbero ancora 111 – solo formalmente ridotti a 98, di cui 47 sportivi e 51 di trasporto – gli interventi da realizzare, con opere per tre miliardi post-evento.

“La narrazione ufficiale – scrive Pietrobelli, autore di un libro intitolato “Una montagna di soldi” – dice che tutto sta andando alla perfezione, che i ritardi erano pianificati dall’inizio (falso), che la macchina organizzatrice arriverà pronta. Per quest’ultima non rimane che attendere un mese. Per la cascata di cemento sulle Alpi, invece, ci sono nel futuro (…) altri otto anni di cantiere, spese, rendiconti, progettazioni”.

Nei mesi scorsi, il sito Amate Sponde s’era già occupato più volte della questione, denunciando per tempo la devastazione ambientale prodotta dai lavori per le Olimpiadi. È ovvio che una manifestazione del genere richieda interventi sul territorio e allo stesso tempo un adeguamento delle strutture, a cominciare dalla viabilità, destinate poi a potenziare la capacità ricettiva. Ma tutto ciò non può avvenire a danno della natura, tagliando alberi e cementificando la montagna, magari per una pista da bob che verosimilmente resterà attiva per poco tempo all’anno.

Basta cliccare nel nostro Archivio per ritrovare una serie di articoli su questo argomento. Da “Cortina ’26 un disastro annunciato: 324 milioni non bastano più” pubblicato il 27 gennaio 2022 (https://www.amatesponde.it/cortina-26-disastro-annunciato/) a “Olimpiadi di Cortina: oltre 500 alberi tagliati (come in 12 anni) per la pista da bob” del 13 marzo 2024 (https://www.amatesponde.it/cortina-a-pezzi/); da “Frane d’Ampezzo: la perla delle Dolomiti tra i lavori per le Olimpiadi e gli smottamenti delle montagne intorno” del 28 gennaio 2025 (https://www.amatesponde.it/frane-dampezzo/).   a “Olimpiadi 2026, lavori in ritardo ed extra-costi a carico dello Stato” del 20 novembre 2025 (https://www.amatesponde.it/olimpiadi-2026-lavori-in-ritardo-ed-extra-costi-a-carico-dello-stato-italiano/ ).

Non lo diciamo per vantarci o per compiacerci. Ma piuttosto per testimoniare la continuità di un’informazione che avrebbe potuto e dovuto far scattare l’allarme. Così, purtroppo, non è stato. Le denunce, nostre e altrui, non hanno scosso gli organizzatori di questi Giochi né tantomeno gli amministratori locali. E ora Cortina d’Ampezzo affronta le Olimpiadi, pagando un prezzo troppo alto in termini di tutela dell’ambiente e salvaguardia del territorio.

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