È un rudere, dismesso e abbandonato da anni. Un obbrobrio che deturpa la costa pugliese. E tale sarebbe rimasto per chissà quanto tempo. Ma ora un progetto promosso dalla famiglia Melpignano lo trasformerà in un grande contenitore culturale sull’Adriatico, lungo la litoranea tra Fasano, Savelletri e Torre Canne, alle porte del Salento.

Il progetto è firmato dall’artista e scultore della transavanguardia Mimmo Paladino (foto sopra), per un valore di 7 milioni di euro. Lex marmeria Imarfa diventerà così uno spazio espositivo dedicato all’arte contemporanea. E accrescerà ulteriormente l’attrattiva turistica di tutta l’area. In questo stabilimento, si lavorava il marmo e al suo molo attraccavano le navi per il trasporto dei blocchi.

Finora, il progetto di ristrutturazione aveva incontrato i pareri contrari della Regione Puglia, del Comune e della Soprintendenza. Ma l’iniziativa e la tenacia di Marisa Melpignano, vedova di Sergio, avvocato tributarista deceduto nel 2015, sono riuscite a superare le resistenze. In forza della normativa sulla Zes, Zona economica speciale, il governo ha dato il via libera al piano.
Il gruppo Melpignano possiede e gestisce già Borgo Egnazia, un resort dotato anche di un campo da golf sul mare, dove si svolse il G7 del 2024 con il presidente americano Joe Biden e la nostra presidente del Consiglio Giorgia Meloni (foto sotto). E inoltre, l’elegante masseria San Domenico, la masseria al Cimino e la masseria Le Carrube a Ostuni. Ora la differenza di cubatura prevista dal ridimensionamento dell’ex marmeria sarà delocalizzata, per consentire l’ampliamento dell’albergo San Domenico.

Il primo a opporsi al progetto era stato il Ministero dei Beni culturali, eccependo che “il sistema rurale storico risulta già minacciato dalla dispersione insediativa”, alterando “il rapporto tra edificato e spazio agricolo”. Poi, la Soprintendenza di Lecce ha posto precise prescrizioni, come l’eliminazione dei muri perimetrali residui e la rinaturalizzazione dell’intera area. Ma, in forza della Zes, il governo ha replicato che “le criticità indicate dalla Soprintendenza, oltre a essere generiche, non si ritiene possano superare l’interesse pubblico”, in quanto l’opera garantisce “un notevole ritorno in termini di attività turistica e sviluppo economico-culturale del territorio, da un lato, nonché di occupazione e capacità ricettiva”.
È stato proprio il sindaco di Fasano, Francesco Zaccaria, a suggerire e condividere la scelta di utilizzare la Zes per superare lo stallo che durava da molti anni. Il dinamico amministratore locale del Pd raccomanda di utilizzare prudenza per “non compromettere terreni vergine”. Ma in ogni caso questo progetto servirà a riqualificare un paesaggio degradato, eliminando un vecchio “ecomostro” come l’ex marmeria e favorendo “insediamenti produttivi che rappresentano ricchezza e lavoro”.
I lavori per la realizzazione della galleria di Paladino inizieranno entro un anno e saranno conclusi entro tre. Ma la spiaggia attigua, molto frequentata durante la stagione estiva, resterà intatta e fruibile a tutti. La Puglia avrà così un “ecomostro” in meno e un museo in più.


