spot_img

FRANE D’AMPEZZO: LA “PERLA DELLE DOLOMITI” TRA I LAVORI PER LE OLIMPIADI E GLI SMOTTAMENTI DELLE MONTAGNE INTORNO

S’intitolava “Una Cortina di cemento” l’articolo pubblicato su questo sito a fine giugno e dedicato ai rischi ambientali che minacciano la “perla delle Dolomiti”, in seguito ai lavori per le Olimpiadi invernali 2026: in particolare, la costruzione di una pista da bob di 1749 metri in calcestruzzo e di nuova cabinovia “usa-e-getta”, anch’essa molto dispendiosa e destinata a vita breve. In quello stesso servizio, davamo conto del pericolo frane che riguarda il territorio del Cadore e la Valle d’Ampezzo, segnalando il primo blocco della strada statale S51 Alemagna invasa da una “colata” di 2800 metri cubi di materiale roccioso.

Da allora a oggi, gli smottamenti delle montagne circostanti si sono ripetuti sempre più spesso. Ma in realtà la situazione appariva precaria già da tempo. Tant’è che s’erano moltiplicati gli allarmi e gli appelli dei cittadini, preoccupati di salvaguardare l’assetto idrogeologico e prevenire nuovi crolli. Per paradosso, come ha riferito Giuseppe Pietrobelli in un articolo pubblicato sul Fatto Quotidiano all’inizio di luglio, gli abitanti che hanno protestato di più si sono visti recapitare richieste di risarcimenti di 127mila euro per spese legali: la causa civile è finita poi nel nulla. Ma in proposito il signor Igor Marini ci scrive: “La popolazione locale NON si ribella. Solo una piccola percentuale. La maggioranza, vota e appoggia questo stato di cose”.

Il primo esposto risale al febbraio del 2018: contestava il progetto della variante di San Vito ed era stato inviato alla Procura della Repubblica di Belluno, al sindaco di San Vito, all’Anas, alla Soprintendenza ambientale e al Ministero dell’Ambiente. In quel documento, si legge tra l’altro: “La progettazione Anas depositata al Ministero dell’ambiente e di tutela del territorio non prende in giusta considerazione la fragilità idrogeologica di tutto il versante che va da Borca a Cortina in sinistra Boite”. E ancora: “Detto versante è caratterizzato da eventi franosi sempre più frequenti e violenti, con due vittime a Borca nel 2009 e tre a San Vito nel 2015. Inoltre, tra San Vito e Cortina la strada statale 51 di Alemagna, in località Acquabona, si verificano continue interruzioni (in media tre all’anno) in diversi punti e più volte si sono sfiorati eventi drammatici”.

In considerazione di tutto ciò, i cittadini sollecitavano gli enti responsabili a prendere provvedimenti, piuttosto che costruire nuove strade: “Nel medio e lungo periodo – avvertivano – necessariamente dovranno essere valutate soluzioni di viabilità alternativa all’intera tratta, probabilmente in destra Boite, che pongano definitivamente in sicurezza il transito nell’Alta valle del Boite. La variante di San Vito potrebbe rivelarsi un investimento non solo oneroso ed inefficace ma recare danni irreversibili al territorio e all’intera comunità locale”.

A che cosa si riferiva quella programmazione? Spiega il commerciante Antonio Menegus di San Vito, interpellato dal giornalista del Fatto: “Assieme alle gallerie di Tai e Valle di Cadore, rientrava nei lavori per i campionati mondiali di sci alpino di Cortina 2021, che avrebbero dovuto essere consegnati entro il 31 dicembre 2019”. Ma già allora i cittadini locali erano stati facili profeti: “I cantieri potrebbero avere durata indefinita in quanto non indispensabili al regolare svolgimento degli eventi sportivi. Temiamo fortemente che i tempi di realizzazioni possano causare cantieri aperti lungo tutta la valle prima, durante e dopo gli eventi sportivi di Cortina”. E avevano perfettamente ragione, perché adesso arrivano le Olimpiadi 2026, ma i lavori non sono ancora terminati.

Nel frattempo, la popolazione locale ha ingaggiato diverse battaglie con il potere giudiziario e politico. Quattro cause sono state avviate davanti al Tribunale Supremo delle Acque Pubbliche che non ha mai concesso la sospensiva. E intanto ad agosto 2015, una “bomba d’acqua” fece esondare il torrente Ru Secco che travolse tre persone: le vittime furono una ragazzina di 14 anni, un uomo di circa 40 e un turista ceco.

Related Articles

Social

5,020FansLike
205FollowersFollow

Intesa Sanpaolo Eventi

spot_img

Art Bonus

spot_img

Articoli più letti