No del Tar della Puglia all’abbattimento di ulivi non monumentali, per fare spazio a serre e pannelli fotovoltaici. Il Tribunale amministrativo ha annullato la delibera con cui a luglio 2025 la Regione aveva autorizzato questi interventi, in nome della transizione energetica: ne ha dato notizia La Gazzetta del Mezzogiorno, quotidiano di Bari. I giudici hanno accolto il ricorso del Gruppo di Intervento Giuridico – Odv, associazione di protezione ambientale, richiamando la legge 144 del 1951 che stabilisce “un divieto generale di abbattimento degli alberi di olivo”. Questo è consentito, previa autorizzazione, soltanto in cinque ipotesi tassative, tra cui la «esecuzione di opere di pubblica utilità”.
In buona sostanza, il Tar non considera in questa categoria gli impianti privati per la produzione di energia da fonti rinnovabili. “La qualifica di opera di pubblica utilità”, attribuita da una legge del 2024, “non produce alcun automatismo”, come si legge nella sentenza. Quello stesso provvedimento, infatti, prevede espressamente che nell’ubicazione degli impianti si debba “tenere conto della tutela della biodiversità, del patrimonio culturale e del paesaggio rurale”. La controversa installazione di impianti fotovoltaici a terra in zone agricole è subordinata a ipotesi tassative, nessuna delle quali contempla l’abbattimento di oliveti.

Commenta l’associazione Ulivivo: “Gli ulivi non sono un ostacolo, ma un bene comune da tutelare, non sono una variabile sacrificabile, ma un elemento identitario, ecologico e culturale del paesaggio pugliese. Questa è la conferma giuridica che la tutela degli ulivi non è una battaglia nostalgica, ma una questione di giustizia territoriale, di difesa del paesaggio rurale, di responsabilità verso le generazioni future”.


