EMERGENZA IDRICA, OPERE FERME

“Ci sono oltre sette miliardi di fondi disponibili per le opere idriche, ma non si riesce a spenderli”. Lo denuncia Il Sole 24 Ore, quotidiano della Confindustria, con un’inchiesta a firma di Lello Naso. Si tratta di opere già finanziate, alcune per intero, ma con pochi cantieri aperti e molti ritardi nell’esecuzione dei lavori a causa della burocrazia. Parliamo di dighe, laghi e interventi su acquedotti che potrebbero tornare molto utili contro la siccità che quest’estate ha colpito il 60% del territorio italiano.

“Se fino a qualche anno fa a piangere erano i rubinetti e gli acquedotti del Sud e delle Isole – scrive il giornalista – adesso anche il Nord, e in particolare la Pianura padana, viene messo in ginocchio da crisi che lasciano l’agricoltura, e non solo, a secco”. Quest’anno più di cento Comuni, tra Lombardia e Piemonte, hanno avuto l’acqua razionata. Ma l’emergenza idrica non è certamente un evento improvviso e imprevisto.

“Il dossier è aperto da almeno un decennio ed è passato sui tavoli di diversi presidenti del Consiglio”, si legge nell’articolo del Sole 24 Ore. Fino a quando è arrivato, durante il governo guidato da Mario Draghi, il “Piano nazionale di interventi infrastrutturali e per la sicurezza nel settore idrico”, denominato senza troppa fantasia Pniissi. Il Piano, di cui è titolare il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, è stato adottato nell’ottobre 2024 “per mitigare i danni connessi alla siccità e potenziare le infrastrutture idriche”.

Finora, ha raccolto 562 istanze provenienti dal territorio e contiene 418 opere da realizzare, tra invasi, derivazioni, adduzioni e acquedotti, per un fabbisogno totale di 12 miliardi di euro. Tuttavia né la cabina di regia istituita nel 2023 per fronteggiare la prima crisi idrica del Po né la nomina di un commissario sono state sufficienti a risolvere la situazione. Tant’è che oggi il “grande fiume” è arrivato a perdere fino all’80% di acqua, mentre il mare Adriatico ha risalito l’alveo fino a 25 chilometri (l’impressionante foto in alto è stata postata dall’account @stay­­_wokeness su “X” l’11/8/2026).

Angelo Bonelli, leader di AVS, sulla secca del Po

“La siccità distrugge i raccolti, fa aumentare i prezzi di pane, frutta e verdura e colpisce soprattutto le famiglie più fragili”, protesta il leader di Avs, Angelo Bonelli, in un post su “X” in cui appare seduto su una poltroncina pieghevole, con gli occhiali da sole e sotto un ombrellone a strisce bianche e blu, sullo sfondo del fiume in secca come fosse una spiaggia. E aggiunge: “Intanto l’Italia disperde ogni secondo 107.000 litri di acqua potabile a causa di reti idriche colabrodo”.

Nel gennaio scorso, la Corte dei Conti – a cui è demandato il controllo amministrativo sul Piano – ha messo nero su bianco: “Su nove opere analizzate a campione, solo tre non presentano criticità. Due non sono state neanche avviate. Tutti i lavori sono stati finanziati, completamente o parzialmente”. La stessa magistratura contabile prevede perciò la loro conclusione per il 2033.

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