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PUGLIA, PROPOSTA DI RESTAURO NATURALE PER L’ARCO DEGLI INNAMORATI CROLLATO IN SALENTO

Un giovane architetto originario di Maglie, Matteo Gawlak, ha presentato al sindaco di Melendugno (Lecce) una proposta per “restaurare” l’Arco di Sant’Andrea, noto come Arco degli Innamorati, crollato la notte di San Valentino. Ne ha dato notizia Repubblica Bari in un articolo a firma di Biagio Valerio, pubblicando la foto ripresa qui sopra. Si tratta, in pratica, di una struttura-ponte che verrebbe ricoperta di vegetazione, per ripristinare un aspetto più naturale possibile.

Il fotomontaggio del “prima” e “dopo” è dell’emittente pugliese Telenorba

L’Arco è stato finora un simbolo del Salento e di tutta la Puglia. Con circa 900 chilometri di costa lungo l’Adriatico e lo Ionio, questa è la regione italiana più esposta all’erosione provocata dal moto marino.

Indebolito verosimilnehte dalle forti piogge di metà febbraio, l’Arco era stato colpito dalla forza delle mareggiate. Il maltempo l’ha sbriciolato, cancellandolo dal panorama naturale e turistico della regione E ora il Wwf segnala che le mareggiate minacciano anche la vicina Oasi delle Cesine, in territorio di Vernole (nella foto sotto).

 

“Crollo del paesaggio”, ha titolato in prima pagina La Gazzetta del Mezzogiorno, quotidiano di Bari. “La Regione sosterrà i Comuni nelle azioni di consolidamento contro le erosioni”, ha annunciato il presidente della Puglia, Antonio Decaro, in un articolo pubblicato sullo stesso giornale a firma di Mauro Ciardo. L’impegno del governatore punta a cercare di rallentare questi fenomeni, convocando al più presto un tavolo per coinvolgere tutti i soggetti interessati e per agevolare l’iter degli interventi.

Il monitoraggio regionale, come riferisce il quotidiano di Bari, riguarderà l’intera costa salentina soggetta all’erosione e quindi al rischio crolli. Recentemente enormi massi sono precipitati in località “Piscina”: tanto da indurre la Capitaneria di Porto di Gallipoli (nella foto in alto) a interdire le aree interessate, mettendone in dubbio la praticabilità per la prossima stagione turistica. Altri crolli sono stati registrati a Gagliano del Capo e a Santa Cesarea Terme.

“Con le fratture bisogna interdire la balneazione immediatamente”, dichiara alla Gazzetta Giovanni Caputo, presidente dell’Ordine dei geologi pugliesi. “E’ una perdita enorme, ma il turismo rimarrà vivo”, assicura Marina Lalli, presidente nazionale di Federturismo Confindustria.

L’Arco di Diomede, nel mare del Gargano (foto Italia Nostra)

Ma intanto la sezione del Gargano di Italia Nostra ha lanciato un nuovo allarme: nel nord della Puglia, è a rischio crollo anche l’Arco di Diomede, un faraglione che si trova nella Baia delle Zagare a Mattinata. Il pilone si assottiglia, ma finora non c’è stato nessun intervento per metterlo in sicurezza.

 

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