Ora legale sì, ora legale no? Ognuno può avere le sue preferenze e le sue abitudini. E queste variano in base al proprio lavoro e soprattutto alla regione di residenza, da Nord a Sud. Ma per tutti parlano i dati, a cominciare da quelli diffusi da Terna, la società che gestisce la rete elettrica di trasmissione nazionale, guidata dall’amministratore delegato e direttore generale Pasqualino Monti.

Con il ritorno dell’ora solare nella notte tra sabato 24 e domenica 25 ottobre, portando indietro le lancette di 60 minuti guadagneremo un’ora di sonno in più (la foto in alto è di BertiK). Si chiude così il periodo di ora legale che per quest’anno ha consentito minori consumi di energia per 300 milioni di kWh, pari al valore di fabbisogno medio annuo di circa 115 mila famiglie. Secondo i dati di Terna, questo risultato ha portato a un risparmio economico di oltre 90 milioni di euro.
Oltre agli effetti sui consumi, i sette mesi di ora legale hanno prodotto benefici anche a livello ambientale: la riduzione delle emissioni di CO₂ è stimata in circa 140 mila tonnellate.

Nel 2026, considerando il periodo di ora legale da domenica 29 marzo a domenica 25 ottobre, il costo del kilowattora medio per il “cliente domestico tipo in maggior tutela” è stato, in base ai dati dell’Arera (Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente), pari a 31,4 centesimi di euro al lordo delle imposte.
Secondo l’analisi di Terna, dal 2004 al 2026, il minor consumo di energia elettrica per l’Italia dovuto all’ora legale è stato complessivamente di oltre 12,3 miliardi di kWh. E, in termini economico, ha comportato un risparmio per i cittadini di circa 2,4 miliardi di euro.
I dati in tempo reale sull’esercizio del sistema elettrico nazionale sono consultabili sull’app di Terna disponibile sui principali store:
https://play.google.com/store/apps/details?id=it.terna.energia&hl=it
https://apps.apple.com/it/app/terna/id1458535498


