TERNA, LA TRANSIZIONE ENERGETICA IN CIFRE: RECORD FOTOVOLTAICO, SVILUPPO BATTERIE, EOLICO, AUTO ELETTRICHE E POMPE DI CALORE

Dai record del fotovoltaico e degli accumuli elettrochimici, fino all’impatto della geopolitica sui consumi. Per fare il punto sulla transizione energetica, il sito di Terna – la società guidata dall’Ad e direttore generale Pasqualino Monti che gestisce la rete elettrica nazionale – ha pubblicato un’ampia e documentata intervista a Michele Benini, direttore di RSE (Ricerca sul sistema energetico) che supporta il governo e l’ARERA (l’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente) nella complessa prospettiva della decarbonizzazione. Ne sintetizziamo qui i passaggi essenziali (in alto, la stazione elettrica e il parco fotovoltaico di San Bellino, Rovigo – foto Terna).

Pasqualino Monti, Ad e direttore generale di Terna

FOTOVOLTAICO. Negli ultimi anni stiamo vedendo una crescita, spinta soprattutto dal crollo dei prezzi legato alla sovraccapacità produttiva cinese, anche se proprio di recente i costi si stanno leggermente riprendendo. Per fare un bilancio concreto, al 30 aprile 2026 abbiamo superato i 45,7 GW di capacità installata con oltre due milioni di impianti. Nell’ultimo anno abbiamo corso a un ritmo di 6,7 GW installati: se continuiamo così, siamo vicini ai 7,2 GW all’anno che ci servirebbero per centrare l’obiettivo del PNIEC al 2030, che è di 79,3 GW.

Foto Terna

BATTERIE DI STOCCAGGIO. Un altro fronte in forte sviluppo è quello dei sistemi di accumulo elettrochimici. Abbiamo superato le 930mila unità – circa 11,7 GWh – accoppiate alle rinnovabili per massimizzare l’autoconsumo. A questi si aggiungono altri 7,3 GWh in configurazione standalone, cioè autonoma e indipendente, che hanno ottime prospettive di crescita grazie al Capacity Market e alle aste MACSE (Mercato a Termine degli Stoccaggi Elettrici), il meccanismo italiano gestito da Terna per remunerare i nuovi sistemi di accumulo di energia.

Anche in questo caso il motore principale è stato il prezzo delle batterie: secondo BloombergNEF, è sceso a un ottavo rispetto al 2013. C’è da dire che in questo mercato il dominio cinese è quasi assoluto, pari a una quota mondiale superiore all’83%. Per dare un’idea del loro vantaggio competitivo, nel 2025 il prezzo medio delle batterie in Europa era di 131 dollari al chilowattora, mentre in Cina era di appena 84, cioè un terzo in meno. Nonostante sia una tecnologia matura e già utilizzata ovunque, è ancora in fortissima evoluzione e ha ampi margini di miglioramento.
EOLICO. Qui si evidenzia invece un’importante opportunità di accelerazione: la capacità installata ha raggiunto circa 13,9 GW, con un ritmo di crescita attuale di circa 650 MW annui. Per allinearci agli obiettivi del PNIEC 2030 (28,1 GW), sarà quindi strategico incrementare progressivamente il passo, avvicinandoci a un ritmo di installazione prossimo ai 3 GW annui.

Colonnine di ricarica, in un parcheggio presso il palazzo del Senato

AUTO ELETTRICHE. Nei primi quattro mesi del 2026, le vendite di auto elettriche pure (le BEV) sono cresciute del 72,8% rispetto allo scorso anno, complici anche i nuovi incentivi. Ciononostante, la nostra quota di mercato è all’8,5%, ancora molto lontana dalla media europea che ad aprile 2026 ha toccato il 22%.

In Italia c’è quindi ancora un grande potenziale inespresso, che potrebbe sbloccarsi sia con l’arrivo di modelli elettrici più economici, sia a causa del caro benzina e gasolio alimentato dalla crisi tra Stati Uniti e Iran, che sta facendo crescere anche l’interesse per l’elettrico usato. La diffusione delle auto elettriche è fondamentale perché hanno un’efficienza tre volte superiore ai motori tradizionali.

POMPE DI CALORE. Per ogni chilowattora consumato. ne restituiscono quattro di calore rinnovabile. Nel settore residenziale s’è registrato un calo fisiologico dopo la chiusura del Superbonus, mentre .22222000nel settore commerciale la crescita prosegue in modo robusto.

Michele Benini, direttore di RSE

“L’elettrificazione dei consumi in Italia – conclude Benini di RSE – presenta ancora ampi margini di sviluppo, anche alla luce del livello dei prezzi dell’energia elettrica. In questo contesto, diventa strategico accelerare ulteriormente sulle fonti rinnovabili e sui sistemi di accumulo, così da favorire progressivamente il “disaccoppiamento” dal prezzo del gas. Le recenti dinamiche geopolitiche, dal conflitto in Ucraina alle tensioni in Medio Oriente, confermano come l’energia rappresenti non solo un fattore di competitività, ma anche un elemento chiave di sicurezza nazionale”.

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