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VILLA BORGHESE: UN PROGETTO PER AMPLIARE IL MUSEO. PROTESTANO GLI AMBIENTALISTI

“Giù le mani da Villa Borghese”. Le associazioni di tutela del patrimonio culturale, artistico e ambientale Italia Nostra e “Bianchi Bandinelli”, intitolata al celebre archeologo e uomo politico, insorgono all’unisono contro il progetto di ampliamento della storica Galleria Borghese, il museo all’interno del parco più famoso di Roma: qui è esposta, fra gli altri capolavori, la statua di Paolina Borghese scolpita da Antonio Canova nel 1808 (nella foto in alto, l’ingresso – copyright Amate Sponde). Alla denuncia degli ambientalisti, si unisce l’autorevole voce di Tomaso Montanari, storico dell’arte, saggista e Rettore dell’Università per stranieri di Siena, con un articolo pubblicato sul Fatto Quotidiano in cui denuncia “lo scempio che piace pure a Gualtieri”, chiamando in causa il sindaco della Capitale.

Il retro della Galleria Borghese, con la fontana e la vasca (copyright Amate Sponde)

Il progetto, anticipato da Repubblica e già approvato dal Comune, prevede la realizzazione di un edificio accanto alla Galleria, per aumentare lo spazio dedicato alle opere d’arte, ai visitatori e ai turisti. Ma le due associazioni si oppongono: “Questa visione di semplice mercato, ha già portato ai disastrosi risultati dello snaturamento dei luoghi della cultura, favorendo solo lo sviluppo di un caotico e distruttivo turismo in cerca di selfie. Ha allontanato i cittadini dai propri musei, contrabbandando la palese mercificazione del patrimonio per ‘valorizzazione culturale’ e declinando le incompetenze decisionali in una continua e ottusa ricerca di incremento economico”.

Per le associazioni, come riferisce Marina de Ghantuz Cubbe sullo stesso giornale, la Galleria Borghese “preziosa testimonianza del passaggio dal Manierismo al Barocco, costituisce un’opera d’arte ancora oggi viva e vegeta: un equilibrio tra natura e cultura rimasto immutato per oltre quattro secoli: un luogo strategico e ricchissimo per il patrimonio dell’intera città”. Tutto questo verrebbe sacrificato in nome del profitto, allo scopo di aumentare gli ingressi e l’acquisto dei biglietti.

Un’altra veduta della Galleria Borghese, con il giardino all’italiana (copyright Amate Sponde)

Il progetto, secondo la direzione della Galleria Borghese, verrebbe affidato a “uno studio d’architettura di fama internazionale”, con la precisazione che dovrà “tenere conto dei molteplici vincoli di tutela”. Ma, come commenta Montanari sul Fatto, se davvero si fosse tenuto conto di ciò “questa idea demenziale e grottesca avrebbe dovuto essere immediatamente respinta al mittente”. A suo giudizio, insomma, si tratta di “una sonora bestemmia contro il patrimonio culturale della Nazione”.

Lo storico dell’arte spiega poi che “le radici di questa sciempiaggine affondano nella mai abbastanza vituperata ‘riforma Franceschini’ (Dario, l’ex ministro dei Cultura – ndr) che ha separato i musei autonomi dal corpo del patrimonio culturale, escludendoli da ciò che resta della tutela e rendendoli teatro della più spinta valorizzazione commerciale”. Pazienza, osserva ancora Montanari, se si ribalta l’identità estetica secolare di questo parco. “Ma – aggiunge lui stesso – trasformando proprio Villa Borghese nel manifesto dell’estrazione petrolifera della cultura, facendone il simbolo di una dissennata crescita infinita di un patrimonio (e in un pianeta) finito, si fa ammalare la cura stessa”. Conclusione perentoria di Montanari: “Peggio di un crimine: un errore”.

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