A pochi giorni dalla revoca del permesso per la costruzione di un mega-resort di fronte all’isola di Tavola, in Sardegna, scoppia un caso analogo sulla costa pugliese davanti a Ostuni, “la perla del Salento”, in provincia di Brindisi. Anche qui il governo, come denuncia Il Fatto Quotidiano, ha autorizza attraverso la struttura commissariale e il ricorso alla Zes (Zona unica speciale) un altro complesso turistico extralusso, nell’area incontaminata di protezione faunistica “Oasi Villanova-Punta Penna Grossa”, nonostante il parere negativo della Regione Puglia e della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Brindisi, Lecce e Taranto.

Si tratta di progetto da circa cento milioni di euro con il marchio Four Seasons, la catena alberghiera che ha tra i principali azionisti il magnate statunitense Bill Gates. Ed è finanziato anche da Omnam Investement Group, l’immobiliare israeliana fondata da David Zisser che aveva già tentato di realizzare un resort sulla Costa Ripagnola, ai piedi della Valle d’Itria.

“Siamo di fronte a un nuovo scempio annunciato, in un’area paesaggisticamente integra e di grande valore ambientale: presenterò un’interrogazione parlamentare su questa vicenda”, annuncia Angelo Bonelli, deputato Avs e co-portavoce di Europa Verde. Per questo motivo varie associazioni, tra cui Libero Comitato per la salvaguardia della Costa di Ostuni, Legambiente, Italia Nostra e Geos Ostuni, avevano presentato a gennaio scorso un ricorso al Tar contro la concessione della Zes. Gli ambientalisti contestano un “rilevante consumo di suolo” in una zona sottoposta a diversi vincoli, tra cui quello della “Costa del Comune di Ostuni” e le tutele del Piano Paesaggistico Territoriale Regionale.

L’Oasi Villanova – Punta Penna Grossa è un’area protetta di grande valore naturalistico situata lungo la costa di Ostuni, all’interno del Parco naturale regionale Dune costiere da Torre Canne a Torre San Leonardo. Ed è nota per la sua biodiversità. Comprende tratti di costa incontaminata, dune sabbiose, aree umide e macchia mediterranea. È un habitat fondamentale per la sosta e la nidificazione di numerose specie di uccelli migratori.

La Soprintendenza aveva già espresso parere negativo una prima volta a dicembre 2024, sostenendo che la realizzazione del progetto “costituirebbe un importante elemento di pressione antropica e urbanizzazione per l’area che conserva ad oggi un altro grado di ruralità e naturalità, determinando un considerevole consumo di suolo”. A suo giudizio, inoltre, Il paesaggio subirebbe “un’alterazione irreversibile del carattere morfologico e funzionale del sistema rurale costiero dell’agro di Ostuni, fondato sul rapporto tra gli insediamenti rurali permanenti, più o meno storicizzati, e i mosaici dei territori rurali e storico culturali di interesse paesaggistico”. Il parere contrario era stato ribadito poi anche a maggio 2025.
A luglio dello stesso anno, la sezione Urbanistica della Regione ha manifestato osservazioni negative rilevando che l’intervento sottrae superfici, non è conforme al Piano Regolatore Generale e non rispetta il Piano Paesaggistico Territoriale. Queste osservazioni sono state ribadite e integrate nel successivo mese di settembre, aggiungendo che il resort ricadrebbe nell’area di protezione faunistica “Oasi Villanova-Punta Penna Grossa”.
In una dichiarazione rilasciata alla Gazzetta del Mezzogiorno, quotidiano di Bari, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega al Sud, Luigi Sbarra, replica: “Sul progetto turistico di Costa Merlata non esiste alcuna autorizzazione Zes alla costruzione di un Resort”. E spiega: “La Struttura di missione Zes, con il parere favorevole degli enti territoriali competenti, ha autorizzato soltanto la richiesta di modifica al Piano di lottizzazione del Comune di Ostuni”. Ma anche questo primo step non è incondizionato. Lo stesso sottosegretario precisa che la validità della modifica urbanistica è strettamente “condizionata all’acquisizione della valutazione di impatto ambientale (Via)”.


