Per il terzo anno consecutivo, Bari è la città italiana dove si vive meglio dal punto di vista ambientale (foto in alto). Lo documenta l’aggiornamento dell’Indice climatico pubblicato dal Sole 24 Ore, in un Paese segnato dal riscaldamento globale. E, a conferma di questa condizione, il capoluogo pugliese è seguito dalla vicina provincia di Barletta, Andria e Trani.

Poco più a nord, superato il confine con l’Abruzzo, si trova Pescara sulla stessa costa che affaccia sull’Adriatico. Completano la Top 10 Ancona, Chieti, Livorno, Trieste e Imperia. Evidentemente, la presenza del mare e l’effetto della brezza marina svolgono un ruolo determinante nel mitigare le temperature estreme. Tra le eccezioni in Sicilia spicca Enna, 900 metri di altitudine, che registra il più basso indice di calore del Paese.
Le grandi città mostrano divari netti: Roma si conferma al 37° posto, mentre le metropoli della Pianura padana soffrono di più il calore. Milano scivola al 71° posto, seguita da Bologna (72ª) e Firenze (78ª). Tra le grandi città, tocca poi a Torino chiude la classifica con 162 giorni di aria stagnante, il che favorisce l’accumulo di agenti inquinanti.
La “maglia nera” della classifica generale va a Carbonia (Sardegna), penalizzata da fenomeni di caldo estremo e umidità, seguita da Terni e Belluno. Quest’ultima, in Veneto, registra appena 6,8 ore di sole al giorno e quasi 20 giorni freddi l’anno, pur vantando il minor numero di notti tropicali (15).
I dati, convalidati da 3Bmeteo, rivelano che negli ultimi 15 anni la temperatura media nazionale è cresciuta di 1,8 gradi centigradi, con un picco di +2,3°C nelle regioni settentrionali. Oltre all’aumento termico, si registra una crescente frequenza di eventi estremi: nel 2025 sono state 17 le ondate di calore e circa 80 le notti tropicali, mentre le precipitazioni risultano sempre più concentrate in episodi brevi e violenti. I periodi di siccità coprono ormai il 12% dei giorni dell’anno, con punte del 19% al Sud.
Il report segnala una tendenza allarmante: con temperature medie in aumento, gli eventi estremi diventano sempre più frequenti e spariscono i giorni freddi al Sud: città come Cagliari e Catania registrano ormai temperature costantemente elevate, con impatti significativi su salute, agricoltura e infrastrutture.


