Finora, in ossequio a un rituale scaramantico, i turisti in visita a Roma lanciavano le monetine nella storica Fontana di Trevi, nel cuore della Capitale, come pegno per tornare nella Città eterna. A partire dal 7 gennaio 2026, invece, dovranno pagare un biglietto di 2 euro per entrare nel recinto che la circonda. Per i residenti, l’accesso al capolavoro tardo-barocco di Nicola Salvi (1762) resterà gratuito: appartiene alla memoria dei romani il monumento immortalato da Federico Fellini nel celebre film La dolce vita, interpretato da Marcello Mastroianni e da Anita Ekberg, con il bagno notturno nelle acque della fontana (foto sotto).

L’ha deciso la Giunta comunale, su proposta dell’assessore al Turismo, Alessandro Onorato. L’obiettivo dichiarato è quello di portare nelle casse comunali 20 milioni di euro l’anno, secondo quanto scrive il Corriere della Sera. “Già da circa un anno – scrive Amedeo Vinciguerra su Blitz Quotidiano – il deflusso dei visitatori è contingentato, con un tetto massimo di 400 persone che possono sostare nell’area. Da gennaio saranno organizzate due corsie, una per i romani e l’altra per i turisti, e chi dovrà pagare potrà utilizzare anche la carta di credito”.
Soltanto nei primi sei mesi di quest’anno ha registrato oltre 5 milioni e 300mila visitatori, più di quanti ne ha registrati il Pantheon in tutto il 2024 (4.086.947 ingressi). Le risorse ricavate dal pagamento del ticket dovrebbero essere destinate al miglioramento dell’offerta e dei servizi turistici, come avviene peraltro per molti musei e monumenti all’estero.

Contro questa decisione s’è schierato pubblicamente il Codacons. L’associazione dei consumatori, seppure favorevole a contingentare gli ingressi per tutelare l’integrità della Fontana di Trevi, dichiara: “Siamo da sempre contrari alla monetizzazione di monumenti, piazze, fontane e siti di interesse storico e culturale. E crediamo che istituire biglietti di ingresso a pagamento sia un danno per i turisti, i quali devono poter godere gratuitamente delle bellezze di Roma, anche perché spesso i soldi raccolti attraverso i balzelli imposti ai turisti che arrivano in Italia, come nel caso della tassa di soggiorno, non vengono utilizzati per migliorare i servizi all’utenza ma solo per coprire i buchi di bilancio”.
Sono per lo più “favorevoli” i commenti, inviati finora ad Amate Sponde, anche se non mancano naturalmente i contrari. “Splendida sempre…”, scrive Concetta Nardiello. “Bellissima”, dice Valter Fagioni. Mentre per Giuseppina Rinaldi, la Fontana di Trevi resta “Spettacolare”.
“Ce ne faremo una ragione”, osserva Mario Poidomani. “Almeno ci andrà chi vuole vederla davvero. Oggi è un casinò, non si riesce nemmeno a camminare, si soffoca nella calca”, racconta Fabio Russo. In diretta, conferma Rita Pavesi: “Sono qui adesso, non si riesce a passare”. E non manca chi, come Fabrizia Costa, si consola così: “All’estero per qualsiasi monumento di una certa rilevanza si spende molto di più”.
È giusto o no istituire questo biglietto a pagamento? Il prezzo del ticket è troppo alto o troppo basso? Voi che cosa ne pensate? Se volete esprimere la vostra opinione, potete inviare un commento sulla nostra pagina Facebook o direttamente ai nostri Contatti: info@amatesponde.it


