Nuovo allarme per il Gargano, lo “Sperone dello Stivale” che si protende sull’Adriatico per una lunghezza di 70 chilometri, fino a un’altitudine di 1065 metri sul livello del mare, per una superficie di 2000 chilometri quadrati. A quattro anni dalle prime denunce, sul promontorio pugliese – il più grande di tutta la Penisola – incombe la minaccia di una superstrada che dovrebbe attraversare il Parco Nazionale, istituito nel 1995. Il ministero dell’Ambiente, guidato da Gilberto Pichetto Fratin, ha rilasciato una Valutazione d’impatto ambientale favorevole al progetto originario dell’Anas. Ma gli ambientalisti non si arrendono, facendo leva sullo scempio che minaccia questo territorio boschivo e anche sulla lievitazione dei costi che salirebbero dagli 850 milioni di euro iniziali a un miliardo e mezzo.

Se ne occupa ora Gian Antonio Stella in un articolo pubblicato sulla prima pagina del Corriere della Sera, riprendendo i timori della popolazione contro il pericolo di un turismo “mordi e fuggi”. Per aggirare i vincoli paesaggistici del Parco, come riferisce il giornalista, sarebbe stata individuata una scappatoia: il tracciato della superstrada a scorrimento veloce che da Poggio Imperiale porta a Vico del Gargano, da dove raggiungere poi Peschici, Vieste e infine Mattinata, verrebbe suddiviso in tre tronconi.
Gli ambientalisti, tuttavia, sostengono che “il tratto Vieste-Mattinata attraversa la Zona 1 del Parco Nazionale del Gargano, area di massima tutela, dove il decreto istitutivo (D.P.R. 5 giugno 1995) vieta esplicitamente la realizzazione di nuovi tracciati stradali”. E perciò Riccardo Ceruti, figlio Luigi che fu artefice della legge sui Parchi (n. 394 del 6 dicembre 1991), ha presentato un esposto alla Corte dei Conti a nome del Wwf e della Lipu (la Lega per la protezione degli uccelli). Oltre alla denuncia delle devastazioni previste per l’ambiente, si contesta il raddoppio dei costi.

Sulla questione, Amate Sponde aveva già pubblicato due articoli: il primo, intitolato “Una superstrada (840 milioni) minaccia il Parco Nazionale del Gargano in Puglia”, pubblicato il 13 maggio 2022: (https://www.amatesponde.it/una-superstrada-850-milioni-minaccia-il-parco-nazionale-del-gargano-in-puglia-mobilitazione-popolare/); il secondo, intitolato “S.o.S. dal Gargano: il promontorio della Puglia minacciato dal progetto di una superstrada veloce” (https://www.amatesponde.it/s-o-s-gargano/).

Il caso era stato aperto da una lettera di Amelia Auriemma, in nome e per conto di “Opzione Zero”, apparsa sul Fatto Quotidiano del 12 maggio 2022, che raccontava i risvolti e i retroscena della vicenda: “Il mega progetto proposto dall’Anas, senza tenere in alcun conto i vincoli imposti dal Dpr 5 giugno 1995 istitutivo del Parco Nazionale del Gargano, prevede viadotti e gallerie che comporteranno l’abbattimento di ulivi secolari, pinete storiche, disboscamenti selvaggi, dissesti idrogeologici in un territorio che ha già subito notevoli ferite, compromettendo, inoltre, in maniera irreparabile, la fauna, la biodiversità e gli ecosistemi che, finora, hanno trovato nel Parco Nazionale del Gargano il loro habitat ottimale. Il lavoro dei cantieri si protrarrà per più decenni arrecando disagi alla popolazione locale e un decremento importante dell’afflusso turistico, senza contare il lievitare dei costi già denunciato dall’Ance”.
L’allarme dell’associazione, condiviso da Italia Nostra, Wwf e Legambiente, contesta come “il recupero dell’esistente non sia stato tenuto in nessuna considerazione”. La prima parte del progetto, relativa al tratto Vico-Peschici, ignora infatti l’esistenza di tre percorsi viari a fronte dei quali si vorrebbe coprire la distanza di 7 chilometri con viadotti e gallerie, “distruggendo quello che la natura e la cura dell’uomo hanno modellato e difeso per secoli”. Sono diversi i fattori che predispongono questo territorio ai disastri: il disboscamento, le mancate manutenzioni delle infrastrutture (strade, acquedotti, fognature), “l’inefficiente azione di controllo sulla geomorfologia e l’idraulica di tutto il territorio regionale”.
Per approfondire il caso, si possono consultare i materiali di documentazione contenuti in questi link:
https://www.dibattitopubblicogarganica.it/
https://www.dibattitopubblicogarganica.it/quaderno-degli-attori/


