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LA PASSERELLA DELLA PAURA: CROLLA LA CICLOPEDONALE SUL FIUME ADDA. LA PROCURA DI LODI APRE UN’INCHIESTA

In due mesi, è già crollata cinque volte: l’ultima, il 30 marzo scorso. E così s’è diffusa la paura fra coloro che l’attraversano ogni giorno a piedi o in bicicletta. Ora la passerella sul fiume Adda, al confine tra le province di Lecco e Bergamo (Lombardia), che collega le due sponde del fiume fra Crotta d’Adda e Maccastorna, è sotto la lente della magistratura: la Procura di Lodi ha aperto un’inchiesta, per individuare le cause di questi ripetuti cedimenti e i periti hanno già effettuato un sopralluogo tecnico (la foto in alto è dell’Agenzia Ansa).

L’ultima volta a collassare è stata la parte della struttura prossima alla sponda lodigiana. Sul posto sono intervenuti i Vigili del Fuoco per mettere in sicurezza ciò che restava della passerella ancora sospesa. L’opera, denominata Passerella Pestalozza, è stata realizzata per conto di AIPO (Agenzia interregionale per il fiume Po) e finanziata dalla Regione Lombardia. Fa parte della ciclovia VenTo, il percorso turistico per collegare Torino e Venezia, per un investimento complessivo di circa 4 milioni di euro.

La foto è ripersa da “La Provincia di Cremona”

I primi quattro cedimenti s’erano verificati il 13, 16 e 19 febbraio, e poi all’inizio di marzo. Una sequenza a distanza di pochi giorni che ha compromesso la credibilità del progetto agli occhi dei cittadini e degli amministratori locali: nato con grandi ambizioni, rischia di diventare simbolo di sprechi e criticità nella gestione delle opere pubbliche.

“Il bilancio – si legge su MilanoToday – è impietoso: della passerella non resta quasi più nulla. Mentre i pezzi di ferro e cemento continuano a finire nel letto del fiume, resta aperta la questione della rimozione dei detriti, che da due mesi giacciono in acqua ostruendo il regolare deflusso”.

Da settimane ormai l’area è interdetta al pubblico e delimitata da transenne, mentre si attende ancora la rimozione dei detriti finiti nel Po. A breve dovrebbe partire anche l’operazione di sgombero dei materiali crollati nell’Adda, per ripristinare la praticabilità dell’area.

Questa successione di problemi tecnici ha trasformato un’infrastruttura pensata per la mobilità sostenibile in un caso politico e amministrativo. Sono in molti ora a definirla “inutile e dannosa”. Nel frattempo, cresce la pressione politica e sociale per ottenere interventi rapidi e accertare eventuali responsabilità.

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