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CACCIA PIÙ AMPIA? NO DEL 94% DEGLI ITALIANI SECONDO DUE SONDAGGI “ALMO NATURE”

La prima notizia è che la gran parte dell’opinione pubblica sarebbe contraria all’ampliamento dei diritti dei cacciatori, come prevede un disegno di legge depositato al Senato dai capigruppo della maggioranza: addirittura il 94%, secondo due sondaggi condotti da Ipsos e dall’Istituto Piepoli per conto della Fondazione Capellino di Genova. La seconda notizia è che questa stessa Fondazione è proprietaria di Almo Nature, il marchio di cibo per cani e gatti, mentre i primi – come si sa – appartengono spesso ai cacciatori, anzi sono loro alleati nell’attività venatoria.

Per l’85% degli italiani, l’estensione della caccia comporterebbe rischi per la sicurezza. Il 78% la considera “eticamente inaccettabile” e la grande maggioranza degli intervistati (appunto il 94%) ritiene che la caccia vada abolita, fortemente limitata o regolata più strettamente.

Il ddl presentato al Senato prevede, invece, un allargamento delle maglie nella regolamentazione dell’attività venatoria. E quindi, l’estensione dei calendari e delle aree in cui la caccia è ammessa, oltre all’aumento delle specie cacciabili. Ma. di fronte al responso dei due sondaggi, ora il provvedimento è fermo in commissione. Mentre il governo ha escluso di emanare un decreto legge, a causa della difficoltà di giustificarne l’urgenza per la revisione di una legge che risale al 1992.

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