ALLERTA ALGA TOSSICA: DALLA PUGLIA ALLA LIGURIA CIRCONDA LE COSTE. MAPPA INTERATTIVA

Dall’Adriatico al Tirreno, dalla Puglia al Lazio, dalla Liguria alla Toscana, l’alga tossica circonda le coste della Penisola. Il termine tecnico è “ostreopsis ovata” e può provocare principalmente tosse, febbre e irritazione delle mucose, attraverso l’inalazione di aerosol marino in spiaggia. Tanto da impedire o sconsigliare la balneazione. Ma in genere i disturbi scompaiono poche ore dopo l’esposizione e svaniscono da soli entro un paio di giorni: al momento, quindi, non c’è motivo di suscitare allarmismi.

In caso di fioriture più intense, il fenomeno può alterare la colorazione del mare e provocare una moria di pesci. Si consiglia di evitare l’esposizione lungo le coste durante le mareggiate e di limitare il consumo di organismi naturali come i ricci che brucano le alghe.

La foto in alto e questa, entrambe di carattere generico, sono di iStock images (credit portokalis)

Non è la prima volta in assoluto che il fenomeno si manifesta, ma quest’anno l’ondata di caldo estremo lo alimenta facendo innalzare la temperatura dell’acqua. In Puglia, poco meno di mille chilometri di costa su un totale nazionale di circa ottomila, l’Arpa (Agenzia regionale per la prevenzione e la protezione dell’Ambiente) controlla costantemente da giugno a settembre con frequenza quindicinale, aumentata nel caso di fioritura conclamata, 20 siti distribuiti sull’intero territorio e rappresentativi della tipologia costiera potenzialmente interessata dalla presenza della specie. E in particolare, le zone rocciose investite dal moto marino.

Sul sito dell’Agenzia è disponibile anche una mappa interattiva:  https://www.arpa.puglia.it/pagina2891_alga-tossica-ostreopsis-ovata.html). La bandiera bianca indica assenza dell’alga, quella azzurra una presenza scarsa, verde è modesta, gialla è discreta, arancione e rossa rispettivamente abbondante e molto abbondante).

La zona più critica risulterebbe quella di Torre Canne, frazione del Comune di Fasano a otto chilometri di distanza dal capoluogo e a circa 50 da Brindisi, località rinomata per le sue spiagge di sabbia fine, le acque basse e cristalline e le storiche Terme. il limite di allerta è stato superato alla Prima Cala di Molfetta, con 42.315 cellule per litro. Gli altri due bollini rossi della regione sono stati assegnati a Porto Badisco, sul litorale leccese, con 25.440 cellule per litro, e a Giovinazzo che ha registrato 24.473 cellule per litro. Una concentrazione ridotta è stata riscontrata vicino Bari, precisamente al Lido Trullo, con 15.059 cellule per litro, mentre livelli più contenuti e discreti sono emersi a Mola di Bari e in alcuni tratti del Gargano.

Prelievi tra Molfetta e Giovinazzo (foto tratta dal sito “Viva Giovinazzo”)

È in allerta anche l’Arpa Veneto che 2010 effettua campionamenti mensili di acqua e macroalghe per verificare l’eventuale presenza di Ostreopsis cf. ovata e di altre microalghe bentoniche potenzialmente tossiche per la salute umana. Fino al 2025 i controlli venivano eseguiti da luglio a ottobre; mentre a partire da quest’anno il monitoraggio è stato anticipato nel periodo giugno-settembre, coincidente con il periodo di maggior affollamento balneare. Sono quattro le stazioni di controllo storicamente monitorate per le loro caratteristiche favorevoli allo sviluppo dell’alga, anche se a oggi la presenza di Ostreopsis cf. ovata non è mai stata rilevata. Sotto osservazione anche il Lago di Garda.

Una veduta del Lago di Garda (credit di fotoluk 1983)

Situazioni analoghe si registrano in diverse regioni d’Italia. “La microalga tropicale mette in ginocchio le spiagge”, ha titolato recentemente Il Tempo di Roma, con un articolo a firma di Ignazio Riccio. Nel testo si legge fra l’altro: “In Liguria è stata segnalata la Pyramimonas, un’alga priva di tossicità ma capace di colorare intensamente di verde gli specchi d’acqua, con avvistamenti concentrati nella zona di Levante. A livello internazionale, uno studio ha inoltre documentato la presenza della Caulerpa cylindracea nel golfo di Miramare, a Trieste: una specie aliena invasiva originaria dell’Australia, osservata per la prima volta nel 2022 e che, secondo i ricercatori, si sarebbe ormai insediata stabilmente in quell’area del golfo”.

“Addio mare azzurro: dalla Puglia a Genova l’invasione delle alghe”, ha scritto Giacomo Talignani su Repubblica, parlando di una vera e propria emergenza: “Tossiche, coloranti, fastidiose stanno invadendo non solo le coste, ma anche fiumi e laghi”.

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