S’intitola A buon rendere la nuova campagna contro la plastica lanciata dall’Associazione Comuni virtuosi e dalla Fondazione Marevivo, di cui è presidente onorario Rosalba Giugni, con la partecipazione dell’attivista ambientale olandese Merijn Tinga. L’obiettivo è quello di ridurre il riciclo nel nostro Paese, e non solo, promuovendo il recupero dei contenitori monouso, bottiglie e lattine, in vendita nei negozi e nei supermercati. E difendere così l’ambiente e la salute collettiva.
Lo strumento si chiama in inglese DRS (Deposit Return System, Sistema di Deposito Cauzionale). Al momento dell’acquisto, il consumatore versa una piccola somma a titolo di cauzione e poi la recupera restituendo il contenitore vuoto, sotto forma di rimborso o buoni sconto. Si stima che l’introduzione di questo meccanismo potrebbe ridurre dell’80% la dispersione degli oltre 8 miliardi di contenitori all’anno che sfuggono al riciclo. “Il valore economico della cauzione, inoltre, ridurrebbe drasticamente il fenomeno del littering, ovvero l’abbandono dei rifiuti nell’ambiente urbano e naturale” (strade, piazze, giardini e parchi pubblici, spiagge).

Nell’ambito dell’iniziativa, i rappresentanti di Marevivo hanno incontrato per la prima volta Papa Leone XIV insieme al biologo Merijn Tinga, conosciuto come “Plastic Soup Surfer”, per coinvolgere anche la Santa Sede e promuovere l’adozione del DRS per bottiglie di plastica e lattine. Nel corso dell’incontro con il Pontefice, Tinga ha proposto l’avvio di un sistema di deposito cauzionale all’interno della Città del Vaticano: un gesto semplice ma altamente simbolico, in linea con i principi ambientali espressi nell’Enciclica Laudato si’ di Papa Francesco, al fine di superare la “cultura dell’usa e getta” che è tra le principali cause dell’aumento dell’inquinamento e delle sue conseguenze sulla salute umana.
“In Italia, ogni anno, vengono immesse al consumo circa 430mila tonnellate di bottiglie in PET, ma soltanto il 70% viene effettivamente intercettato per il riciclo”, scrive Lorena Crisafulli sull’Osservatore Romano, il quotidiano ufficiale della Santa Sede. E spiega: “A pagarne le conseguenze è purtroppo anche il mare: oltre il 50% dei rifiuti presenti sui fondali del Mediterraneo è, infatti, composto da plastica e lo stesso vale per oltre il 95% dei materiali galleggianti in superficie”.

Il nostro Paese, com’è noto, è tra i maggiori consumatori europei di acqua minerale in bottiglia. Nel 2025 avremmo dovuto già raggiungere il 77% del riciclo, secondo la Direttiva europea “SUP”, ma abbiamo mancato il target di circa sette punti percentuale. Restano solo due anni per arrivare al traguardo del 90% entro il 2028.

Dichiara Raffaella Giugni, segretario generale di Marevivo: “I 19 Paesi europei che hanno già aderito a questo sistema confermano la sua validità: è considerato lo strumento più performante per raggiungere rapidamente l’obiettivo Ue e intercettare il 90% delle bottiglie di plastica e dei contenitori in metallo”.
L’incontro in Vaticano è stato preceduto da un convegno presso la Camera dei deputati, durante il quale sono state presentate tre proposte di legge trasversali, per un sistema di deposito cauzionale per bottiglie in plastica e lattine monouso.
Siete d’accordo con questa iniziativa? Basterà per ridurre il consumo di plastica “usa e getta”? A quanto può ammontare la cauzione sulle bottiglie e sulle lattine? Chi vuole, può intervenire sulla nostra pagina Facebook oppure scrivere ai nostri Contatti: info@valemedia.it


