L’Umbria, universamente nota come “il cuore verde d’Italia”, nasconde fra le sue bellezze naturali, storiche e artistiche, un itinerario particolare che ha colpito il quotidiano d’ispirazione cattolica Avvenire. Con un ampio articolo a firma di Giuseppe Matarazzo, arricchito anche da una fotogallery, il giornale della Conferenza episcopale ha raccontato il “Cammino dei borghi silenti”, un anello di circa 90 chilometri che parte e si chiude a Tenaglie (Terni), snodandosi intorno a Monte Croce di Serra (https://www.avvenire.it/attualita/nel-cuore-dellumbria-ce-un-cammino-di-borghi-silenti-e-resistenti_112301)

Si può percorrere a piedi o in bicicletta, in quattro o cinque giornate, con altrettante tappe che possono essere lunghe dai 13 ai 23 chilometri. È stato inaugurato nel 2020 da un’idea di Marco Fioroni, guida ambientale escursionistica ed esperto di trekking, per contrastare lo spopolamento. Ma in questa estate infuocata ha registrato un boom di visitatori, attratti dalla suggestione dell’ambiente e anche dalla spiritualità dei luoghi a cominciare dalle Vie di San Francesco, in alternativa al cosiddetto overtourism che invade in particolare le città d’arte come Roma, Firenze, Napoli o Venezia e le località balneari disseminate lungo le nostre coste.
Sono 13 i “Borghi silenti”, distribuiti fra i rilievi e i boschi dei Monti Amerini e i panorami mozzafiato della Valle del Tevere passando per il lago di Corbara, che – come scrive Matarazzo – “si sono messi in cammino insieme, proponendosi come destinazione lungo strade polverose, seguendo il ritmo delle stagioni in una dimensione di viaggio fatta di lentezza, natura e identità. Una sfida al silenzio e del silenzio che si può vivere nelle aree interne dell’Appennino”.
Tenaglie, il punto di partenza e di arrivo dell’itinerario, “è un borgo medievale su una collina che domina la valle del Tevere e conserva un centro storico caratterizzato da vicoli stretti, archi in pietra e piccole piazze”. Si comincia proprio da una piazza, intitolata a Vittorio Emanuele II, con tutti i riferimenti per orientarsi. Racconta il giornalista di Avvenire: “Da subito emerge una caratteristica chiara: non si tratta di un cammino facile e turistico, ma di un’esperienza che richiede preparazione, attenzione all’equipaggiamento e una certa consapevolezza del proprio ritmo. È un tracciato che alterna sentieri boschivi, strade sterrate e brevi tratti asfaltati, attraversando zone spesso disabitate, dove il silenzio diventa una presenza concreta e quasi fisica. Non è un caso che la segnaletica sia essenziale ma costante, di colore giallo, come una traccia discreta che accompagna senza invadere”.

La prima tappa conduce a Guardea, uno dei borghi più vivaci del territorio, con la chiesa di Santa Restituta, dedicata alla patrona. Proseguendo verso Toscolano si arriva all’antica e suggestiva Melezzole, con le sue caratteristiche case in pietra.
“La seconda tappa conduce a Morre, toccando nelle sue varianti Morruzze, Acqualoreto e Collelungo, tutti borghi che conservano una struttura medievale intatta”, continua l’articolo di Matarazzo. Poi, si raggiunge Schioppetto, dove si trova una fornace d’epoca romana.

L’itinerario della terza tappa si sviluppa verso Civitella del Lago, uno dei panorami più spettacolari della zona. Con la quarta tappa, si arriva a Baschi che conserva un centro storico intatto. E infine, l’ultimo tratto del cammino dei “Borghi silenti” attraversa Montecchio con le sue mura medioevali e le stradine acciottolate, per ritornare a Tenaglie.

“Molti dei borghi attraversati dal percorso – spiega Fioroni all’Avvenire – hanno conosciuto negli ultimi decenni un progressivo spopolamento, fenomeno comune a molte aree interne italiane. La diminuzione degli abitanti e delle attività economiche ha portato alcuni paesi a diventare sempre più silenziosi. Il cammino nasce proprio con l’obiettivo di invertire questa tendenza, attirando nuovi visitatori e promuovendo un turismo lento e sostenibile”.
(Le foto riprodotte in questo articolo sono di Marco Fioroni)


