“Turismo boom” avevamo annunciato su questo sito già a metà maggio e il boom è arrivato. I dati elaborati ora dall’Ufficio di Statistica del ministero del Turismo sono anche superiori alle previsioni dell’Istituto Demoskopika, pubblicate in anteprima dall’agenzia giornalistica Ansa. L’Italia batte la Spagna e la Francia, registrando un record di arrivi dall’estero.
“Il tasso di saturazione delle strutture ricettive sui canali web – scrive Gian Maria De Francesco su il Giornale – raggiunge il 51,2%, superando la Spagna ferma al 42,8%, e surclassando la Francia che non va oltre il 32,9%”. Quanto ai prezzi, la tariffa media italiana si attesta a 153 euro, in una fascia decisamente più accessibile rispetto ai 170 euro richiesti in Spagna e ai 195 della Germania (in alto, foto di KIrk Fisher).
Il primo semestre dell’anno, secondo le statistiche del ministero, ha registrato un record negli arrivi con un incremento del 4,4%, trainato soprattutto dal turismo internazionale. Ne hanno beneficiato in particolare le regioni del Centro-Sud: +23,2% in Calabria, +14,6 in Puglia, Abruzzo +14 e Molise + 13,1. Ma anche il turismo interno ha retto bene con un +2% generale e picchi in Umbria e Liguria.

Sul piano della ricettività, a fare il balzo maggiore è il settore extra-alberghiero, quello che comprende tutte le strutture ricettive diverse dagli hotel tradizionali, come B&B, case vacanza, affittacamere e agriturismi: +7,5%. Mentre le strutture alberghiere crescono del 2,3. E ora, riferisce lo stesso giornalista, “la proiezione sui mesi caldi evidenzia un’estate vissuta a pieno ritmo, con i dati preliminari di giugno e luglio che registrano un incremento della saturazione nazionale rispetto allo scorso anno rispettivamente del 13,4% e del 10%”. Le méte preferite sono il Veneto (57,5%), l’Emilia-Romagna (56,7), la provincia autonoma di Trento (55,7) e quella di Bolzano (54,9).

Naturalmente, il boom del turismo non può che far piacere. “Sappiamo bene – abbiamo già scritto a maggio – che questo comparto è, da sempre, la nostra più grande industria nazionale. Una risorsa fondamentale che rappresenta il 13% del Pil e arriva con l’indotto fino al 25%. Ma il ministro Gianmarco Mazzi ritiene che si dovrebbe bandire il termine overtourism, perché – a suo parere – l’allarmismo può danneggiare il settore, mentre bisognerebbe promuovere invece una gestione equilibrata e una comunicazione improntata all’ottimismo”.
Sta di fatto, tuttavia, che un eccesso di visitatori – al limite della capacità ricettiva attuale delle nostre strutture – può nuocere allo stesso turismo. Tanto più che l’overtourism è fortemente concentrato: circa il 70-75% si riversa solo sull’1% del territorio nazionale. Le aree più affollate includono Roma, Firenze, Venezia e Napoli, oltre a località costiere o balneari come Rimini e la provincia di Bolzano.

Si tratta, quindi, di favorire un turismo sostenibile, soprattutto nelle località di mare, per tutelare la “qualità della vita” dei cittadini residenti e nell’interesse degli stessi visitatori. A cominciare dal potenziamento dei collegamenti (stradali, ferroviari e aerei) e dall’efficienza dei servizi che devono essere adeguati a questa pressione stagionale. Tanto più opportuno è promuovere un turismo alternativo, soprattutto nelle zone interne e nei borghi disseminati lungo la Penisola. E poi, occorre tenere sotto controllo i prezzi di alberghi, ristoranti e bar, per evitare il fenomeno degli scontrini-monstre. Altrimenti, si rischia di provocare un effetto boomerang che alla lunga può danneggiare l’intera filiera.


