SCUOLE A RISCHIO: SONO 5.113 GLI EDIFICI SOTTO OSSERVAZIONE. RAPPORTO DI “CITTADINANZATTIVA”

Sui 39.351 edifici scolastici dell’Anagrafe Nazionale dell’Edilizia Scolastica censiti ad agosto 2025, sono 5.113 quelli considerati a rischio idrogeologico ovvero in condizioni di pericolosità da frane, pari al 13% del totale nazionale, poco più di uno su otto. A suonare l’allarme è il “XXIV Rapporto sulla sicurezza a scuola” (125 pagine), presentato da Cittadinanzattiva, movimento di partecipazione civica fondato a Roma nel 1978 che promuove e tutela i diritti dei cittadini, la cura dei beni comuni e la qualità dei servizi pubblici.

Nel frattempo Il Fatto Quotidiano, aprendo la sua Festa annuale alla Versiliana, lancia una campagna in difesa della scuola pubblica, a cui hanno già aderito numerosi intellettuali, attori e attrici, registi, scrittori, cantanti: “Una battaglia – annuncia il giornale diretto da Marco Travaglio – che ci accompagnerà per tutto l’anno elettorale, con iniziative, incontri e approfondimenti, in nome della Costituzione che all’articolo 34 sancisce e tutela una “scuola aperta a tutti”.

La Festa del Fatto alla Versiliana, Marina di Pietrasanta (Lucca- Toscana)

Gli edifici in condizioni di pericolosità sono stati suddivisi in cinque categorie: P4 molto elevata, P3 elevata, P2 media, P1 moderata e Aree di attenzione AA. Queste ultime sono state mantenute come categoria autonoma in quanto rappresentano porzioni di territorio nelle quali sono disponibili informazioni su possibili situazioni di dissesto, ma alle quali non è ancora associata una classe di pericolosità.

Nel complesso, risultano 1.340.093 gli alunni osservati nelle scuole primarie e secondarie associate ad almeno un edificio in P1-P3. Per mettere in sicurezze le nostre scuole, secondo Cittadinanzattiva, occorre investire almeno un miliardo di euro. Tra settembre 2025 e agosto 2026, sono stati registrati 68 crolli, di cui 23 nelle regioni del Sud e nelle Isole (33,82%), 25 in quelle del Nord (36,76%), 20 nelle regioni del Centro (29,41%).

Avverte Adriana Bizzari, coordinatrice nazionale del settore istruzione dell’associazione: “Agli storici problemi di assenza o carenza di certificazioni, di interventi di manutenzione, di analisi e interventi su soffitti e controsoffitti, si aggiunge l’urgenza di affrontare le conseguenze della crisi climatica e del dissesto del territorio con una pianificazione strategica, non con interventi spot dell’ultimo minuto”. Occorre perciò predisporre e finanziare un Piano nazionale di adattamento climatico triennale che combini interventi strutturali (efficientamento, raffrescamento sostenibile) e naturali (estensione del verde e creazione di “rifugi climatici” nei cortili aperti alla cittadinanza).

Si chiede quindi al governo un investimento costante per l’edilizia scolastica di almeno un miliardo di euro all’anno, di cui la metà da destinare al piano clima per le scuole. Per prevenire e fronteggiare future calamità, è necessario inoltre aggiornare i piani di emergenza e rendere obbligatorie le prove di evacuazione anche per alluvioni e terremoti.

Molto elevato risulta ancora il numero degli edifici scolastici privi di agibilità (23.218 pari al 59%) e di sistemi per la prevenzione incendi (22.968 = 58,36%). La percentuale scende nel caso del collaudo statico (42,09%), ma riguarda un numero considerevole di unità strutturali, cioè di corpi dei diversi edifici (32.808). Resta critica poi la situazione degli interventi di adeguamento e miglioramento sismici, in quanto questi interessano rispettivamente solo il 4% e il 3,8% degli edifici scolastici. Più confortanti, invece, i dati relativi agli edifici progettati secondo la normativa sismica: 13.379, pari al 17% del totale.

Un modello positivo di scuola moderna a Guastalla, in Emilia Romagna

Nel suo rapporto di quest’anno, Cittadinanzattiva punta l’attenzione anche sul problema amianto: non esiste un censimento nazionale unico e omogeneo sulla presenza di questo minerale, ritenuto cancerogeno, all’interno delle scuole. Per formulare un’ipotesi realistica, l’Inail ha preso come termine di riferimento la Lombardia, una delle poche regioni ad aver completato una mappatura puntuale: su 5.470 edifici scolastici censiti, 1.127 (il 20,6%) contengono materiali con amianto. Si stima così che proiettando il dato sul totale degli istituti italiani costruiti tra gli anni ’60 e ’90, prima del divieto di usarlo introdotto per legge nel 1992, siano più di 14 mila gli edifici scolastici potenzialmente a rischio sull’intero territorio nazionale.

IL TESTO INTEGRALE DEL RAPPORTO DI “CITTADINANZATTIVA”:

https://www.cittadinanzattiva.it/notizie/17971-sicurezza-nelle-scuole-presentato-il-nostro-xxiv-rapporto.html

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