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SCUOLE A RISCHIO CROLLO: SECONDO “LEGAMBIENTE”, SOLO IL 47% HA L’AGIBILITA’. IN UN ANNO 71 INCIDENTI

Una scuola su due in Italia è a rischio crollo. Nel 2024 solo il 47% degli edifici disponeva del certificato di agibilità. Durante gli ultimi cinque anni, appena il 31,2% ha beneficiato di indagini diagnostiche sui solai e appena il 10,9% ha ricevuto interventi di messa in sicurezza sui solai. In calo gli stanziamenti per la manutenzione straordinaria con una media nazionale di 39.648 euro per edificio.

I dati contenuti nell’ultimo report nazionale “Ecosistema Scuola”, diffuso da Legambiente e giunto alla sua 25esima edizione, lanciano un nuovo allarme. E coincidono, purtroppo, con le cifre dei crolli registrati l’anno scorso negli edifici scolastici: ben 71, da settembre 2024 a settembre 2025, il numero più alto degli ultimi otto anni, secondo un altro rapporto di Cittadinanzattiva: 23 al Nord, 19 al Centro e 29 al Sud e nelle Isole. Ben la metà degli edifici ha circa 60 anni e il 49% è stato costruito prima del 1976, in una data antecedente quindi all’entrata in vigore della normativa antisismica. Una situazione che interessa complessivamente una popolazione di oltre sette milioni di studenti delle scuole statali, ci cui 311mila con disabilità e 869 di cittadinanza non italiana, insieme alle loro rispettive famiglie, più 684mila insegnanti e 194mila insegnanti di sostegno.

È ancora forte il ricordo del tragico incidente di Rivoli (foto in alto), in provincia di Torino, quando il 28 novembre 2008 crollò il soffitto in un’aula del “Liceo Darwin”: costò la vita a uno studente di 17 anni, Vito Scafidi (nella foto sotto), mentre altri diciassette ragazzi rimasero feriti e uno di loro, Andrea Macrì, restò paralizzato. A distanza di più di sei anni, furono condannati tre funzionari della Provincia di Torino responsabili per l’edilizia scolastica e tre insegnanti che si erano succeduti nel ruolo di responsabili della sicurezza all’interno dell’istituto.

Da 25 anni a questa parte, come documenta Legambiente, la scuola ha compiuto pochi passi avanti, con una manutenzione altalenante e una media di fondi per quella ordinaria che, dal 2009 al 2024, è stata tra 5.000 e i 13.000 euro per edificio.  Arretra il servizio scuolabus, crescono ma lentamente le rinnovabili, resta il rischio amianto.

Avverte l’associazione ambientalista: “La scuola ha bisogno di investimenti regolari e consistenti nella manutenzione straordinaria e ordinaria, insieme a un Piano Nazionale per la messa in sicurezza e per garantire più servizi. Si replichino anche le buone pratiche già attive nel Paese e che hanno per protagoniste scuole attente alla sostenibilità”. 

 

Il report di Legambiente è basato sui dati 2024 di 97 comuni capoluogo su 112 che riguardano 7.063 edifici scolastici di loro competenza. Preoccupa in particolare la sicurezza dei solai, il cui crollo rappresenta ancora oggi la principale causa di incidenti nelle scuole italiane. Solo il 31,2% degli edifici scolastici ha beneficiato di indagini diagnostiche sui solai negli ultimi cinque anni: il dato è leggermente più alto al Nord (32,0%) e al Sud (36,1%), ma scende al 33,9% nelle Isole e al 22,5% nel Centro. Gli interventi di messa in sicurezza dei solai sono stati ancora più limitati: solo il 10,9% degli edifici ne ha beneficiato a livello nazionale. Il Sud registra la percentuale più alta (17%), seguito dalle Isole (15,9%), mentre il Nord si ferma al 9,2% e il Centro al 7,7%. Per Legambiente si tratta di una grave carenza di prevenzione, senza contare che in seguito al tragico incidente di Rivoli, sono stati stanziati fondi specifici per incentivare le indagini diagnostiche sugli edifici scolastici.

La scuola pubblica italiana fatica, inoltre, anche sul fronte della sostenibilità e servizi. Gli interventi per l’efficientamento energetico riguardano solo il 16% degli edifici, solo il 6,5% degli edifici con certificazione energetica risulta in classe A, il 66,6% si colloca nelle ultime tre classi energetiche (E, F, G). L’adozione di impianti da fonti rinnovabili è ancora troppo marginale (21%), con forti disparità tra le Isole, ferme al 10,8%, e il resto del Paese. Dati non buoni anche per i servizi scolastici: il tempo pieno è attivo nel 38% delle classi, ma solo nel 16,8% nelle Isole. Il servizio mensa è presente nel 73,7% degli edifici, ma scende al 38,8% nelle Isole. Le strutture sportive sono disponibili solo nel 50% delle scuole ma meno della metà è accessibile in orario extrascolastico nel Mezzogiorno.

A fronte di questa situazione critica, Legambiente lancia otto proposte al governo ricordando anche quelle buone pratiche già attive nel Paese, come le dodici segnalate nel report in cui si parla di scuole che hanno deciso di investire su manutenzione, sostenibilità e servizi. In particolare, l’associazione ambientalista chiede di:

  1. potenziare l’Anagrafe dell’edilizia scolasticacon dati sempre aggiornati sullo stato degli interventi e sui relativi finanziamenti;
  2. realizzare un piano strutturale e coordinato per la riqualificazione del patrimonio scolastico pubblico. 
  3. definire e finanziare nuovi Livelli Essenziali di Prestazioneche garantiscano, in tutte le scuole, servizi fondamentali e standard qualitativi (trasporti, mense, palestre accessibili, spazi verdi, digitalizzazione, sostenibilità). 
  4. valorizzare le scuole come presìdi civici e comunitariattraverso la rigenerazione degli spazi, l’apertura extrascolastica e l’integrazione tra fondi per l’edilizia e politiche di coesione.
  5. garantire, come priorità nazionale, il completamento delle indagini diagnostichee la messa in sicurezza dei solai in tutte le scuoleinsieme all’adeguamento sismico e alle verifiche di vulnerabilità strutturale, da realizzare con urgenza soprattutto negli edifici situati nelle aree a rischio sismico 1 e 2.
  6. realizzare con urgenza un programma nazionale di riqualificazione energetica e comfort climaticoper le scuole;
  7. affrontare il tema del dimensionamento scolastico,reso urgente dalla riduzione della popolazione studentesca, attraverso una programmazione condivisa tra Ministero, Regioni e territori.
  8. sostenere piani di mobilità scolastica partecipata e co-progettata.

Il report completo XXV edizione di Ecosistema Scuola, realizzato in collaborazione con Fassa Bortolo, si può consultare al link:  www.legambiente.it

 

 

 

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