È vero che il Mausoleo di Augusto, meglio noto come Augusteo, è un antico monumento funerario nel pieno centro di Roma. Ma, in seguito al lungo restauro a cui è stato sottoposto, rischia di diventare un cimitero di alberi. Qui sarebbe stata commessa – appunto – una strage di piante (nella foto sopra, un’immagine presa dall’alto prima dei lavori). Uno “scempio”, come denuncia la sottosegretaria alla Cultura, Lucia Borgonzoni, leghista, in un’intervista rilasciata a Giulia Bernardini per Il Tempo.

Nel corso dei lavori, sono stati abbattuti tutti i cipressi che circondavano il monumento, costruito per l’imperatore Augusto nel 29 a.C. con un diametro di 87 metri. Nel 2009, quando i tecnici del Cnr (Consiglio nazionale delle ricerche) controllarono lo stato di salute degli alberi, su 78 esemplari centenari ne indicò solo 11 da abbattere perché malati: cancro corticale, carie o inclinazioni pericolose. Una parte erano da sfoltire o risanare, mentre il 33% risultava in ottime condizioni. Perché allora sono stati rimossi tutti? E chi ha autorizzato l’abbattimento?

Per chiarire la situazione, il ministero della Cultura ha deciso di fare una verifica con la Sovrintendenza capitolina e il progettista. “Prima mi danno una versione, poi un’altra, addirittura tre diverse”, reclama la sottosegretaria leghista. In realtà, il progetto di restauro prevede un percorso a ridosso delle mura del Mausoleo, anche per favorire lo scolo delle acque, ma resta il dubbio che nel corso dei lavori siano stati abbattuti anche alberi sani.

Ora, in vista della riapertura del monumento nel 2026, il Comune di Roma ha disposto di ripiantarne 34 alti già 6 metri. E tuttavia, il presunto “scempio” resta. “Bisogna vedere – come si legge nell’articolo del quotidiano romano, diretto da Tommaso Cerno – se esistono gli atti e se il progetto è davvero passato alla Conferenza dei Servizi”. Da parte sua, la Sovrintendenza capitolina sostiene che in effetti la Conferenza si sarebbe svolta nel 2010 e nel 2011, con verbale messo agli atti nel 2013 e con la partecipazione di tutti gli enti territoriali coinvolti: l’Ama, l’Acea, l’Atac, la Polizia municipale fino alla Sovrintendenza Archeologica e a quella Paesaggistica.


