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FERROVIE IN TILT, UN AGOSTO DI FUOCO PER I TRENI ITALIANI. CODACONS: “AEREI E PULLMAN SONO PIU’ CONVENIENTI”

È da mesi, ormai, che in Italia viaggiare in treno è diventato un inferno: ritardi, disguidi, guasti, interruzioni. Ma nel prossimo agosto la nostra rete ferroviaria andrà completamente in tilt. Dal 5 al 25 del mese, sono previsti ulteriori blocchi su tutta la linea, sia per Trenitalia sia per Italo.

Per andare da Roma a Milano con un Frecciarossa, ci vorranno non meno di 4 ore e 50 minuti, fino a un’ora di più. A calcolarlo è stato il Codacons, l’associazione dei consumatori che ha analizzato l’impatto dei numerosi cantieri aperti in piena estate. Con la conseguenza che, a suo parere, aerei e pullman diventeranno più competitivi anche sul piano dei prezzi: saranno più puntuali e più convenienti.

Questi lavori, secondo le Ferrovie dello Stato, sono indispensabili per modernizzare il Paese. Dichiara l’Ad Stefano Donnarumma (nella foto sopra): “Sono attivi in media 1.200 cantieri al giorno, di cui 500 dedicati ad attività di manutenzione della rete e circa 700 per nuove opere”. Sarebbe l’effetto congiunto dei lavori finanziati dal Piano nazionale di ripresa e resilienza e dagli interventi ordinari che dovevano già essere eseguiti da tempo. Ma nessuno spiega perché sono stati sovrapposti e, soprattutto, perché in questo periodo non si riducono i prezzi dei biglietti.

“Non sarà coinvolta solo l’Alta Velocità, ma anche alcune tratte regionali”, avverte Giacomo Andreoli sul quotidiano Il Messaggero. Fino a settembre, sono previsti lavori anche sulla linea Milano-Genova. Poi, dall’11 agosto al 5 settembre, i treni sulla Roma-Terni non arriveranno più alla stazione Termini e probabilmente saranno dirottati alla Tiburtina. Per un mese, dal 6 agosto al 6 settembre, saranno aperti anche i cantieri per il raddoppio della Ancona-Orte, tra Fabriano e Castelplanio.

Sullo stesso giornale, contraddicendo di fatto la versione incentrata sul Pnrr, il portavoce di Fs, Giuseppe Inchingolo, già gestore delle strategie social del ministro leghista Matteo Salvini, dichiara: “Il Piano 2025-2029 di Ferrovie prevede investimenti per 100 miliardi di euro in cinque anni, di cui solo il 13% finanziati con fondi europei”. E allora, perché i lavori non sono stati programmati in modo da non stravolgere il traffico ferroviario estivo, danneggiando i viaggiatori e in particolare i turisti stranieri?

Sarà pur vero che Fs sta “ampliando di 1.000 chilometri la rete dell’Alta velocità”. Ma quell’investimento era stato deciso dalla precedente gestione. Poi, è scoppiato il caos. Tant’è che recentemente la stessa Autorità di Regolazione dei Trasporti ha messo sotto accusa l’azienda ferroviaria, con una sentenza lapidaria: “Misure inadeguate, allarmi inidonei”. A questo, secondo ART, si deve lo scompiglio del 2 ottobre scorso – attribuito incautamente da Salvini a “un chiodo” che avrebbe causato la paralisi della rete – con una raffica di ritardi e di cancellazioni. E così ora il nuovo vertice di Rfi rischia di dover pagare una multa del 2% sul fatturato (2,7 miliardi di euro nel 2023).

Il fatto è che – come annuncia il quotidiano romano – “i cantieri sono destinati a durare fino a tre anni”. Perciò Assoutenti e il M5S chiedono di attivare un fondo nazionale di indennizzo per compensare i disagi provocati agli utenti.

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