Fidarsi è bene, non fidarsi è meglio. Il vecchio proverbio popolare ben s’adatta alla sfiducia degli italiani nei confronti dell’acqua pubblica. Una famiglia italiana su tre non si fida di quella potabile che esce dal rubinetto, come risulta dall’ultimo Rapporto Istat sugli Obiettivi di sviluppo sostenibile. E allora, ricorre alle bottiglie di acqua minerale che alimentano una montagna di plastica.

L’Italia è il Paese che preleva più acqua dolce in tutta l’Unione europea, ma è anche uno dei meno efficienti nella sua distribuzione. Il Rapporto conferma un dato già noto che tuttavia resta scandaloso: la nostra rete idrica, obsoleta e maltenuta, disperde il 42% dell’acqua che viene immessa.
Nel corso del 2022, abbiamo prelevato 9,13 miliardi di metri cubi di acqua dolce da fiumi, laghi e falde sotterranee per uso potabile. Siamo al primo posto tra i 27 Stati membri dell’Ue. E, in base al prelievo pro capite, ogni cittadino italiano ha consumato in media 155 metri cubi d’acqua l’anno per bere, lavarsi, cucinare e fare le pulizie domestiche. Un dato che colloca l’Italia sul podio europeo anche in questa classifica, al terzo posto assoluto.
Dallo stesso Rapporto risulta che quasi una famiglia su dieci – rispetto all’anno precedente – segnala irregolarità nella distribuzione. Si tratta per lo più di sospensioni, interruzioni, cali di pressione, mancanza d’acqua. Ed è proprio da questo deficit nell’erogazione che deriva la sfiducia popolare nella rete pubblica.

Tra il 2017 e il 223, l’Italia ha compiuto qualche passo avanti nella gestione integrata delle risorse idriche, passando da un livello “medio-alto” a un livello “alto”. Ma sono progressi troppo lenti e ancora insufficienti a colmare le carenze strutturali che il Rapporto registra. Eppure, parliamo di una risorsa fondamentale per il benessere e la salute collettiva. Mentre a Roma l’acqua continua a sgorgare in continuazione dalle fontanelle pubbliche, soprannominate “nasoni”, dovremmo tutti imparare a risparmiarla e a ridurne il consumo perché anche questo “bene comune” è limitato.


