spot_img

ALPI, SORGENTI INQUINATE: SECONDO UNA RICERCA DI ECO RESEARCH, LA CAUSA E’ IL RITIRO DEI GHIACCIAI A CAUSA DEL CLIMA

La riduzione dei ghiacciai alpini, a causa del riscaldamento climatico, può provocare l’inquinamento delle sorgenti in alta montagna (foto sopra). Un’indagine su due bacini idrografici ad alta quota, fra i 2.440 e i 3.400 metri sul livello del mare, ha rivelato la presenza di metalli pesanti – nichel, manganese e alluminio – legati alla composizione geologica del territorio e al ritiro dei ghiaccia e del permafrost, lo strato di suolo che rimane a una temperatura pari o inferiore a zero gradi per almeno due anni consecutivi. Entrambe le aree appartengono al bacino superiore dei fiumi Etsch e Adige e a quelli dei torrenti Madriccio e Capanna del Cavallo.

Una veduta del fiume Adige

Lo sostiene uno studio condotto tra il 2022 e il 2023, i cui risultati sono stati pubblicati recentemente sulla rivista scientifica Catena da un gruppo di ricerca guidato dal centro Eco Research di Bolzano su 80 sorgenti d’acqua di Trentino-Alto Adige e Tirolo. Ne ha dato notizia il sito del fattoquotidiano.it, con un articolo a firma di Manlio Lilli. Da queste analisi, risulta che il 36% delle sorgenti indagate ha registrato una concentrazione di tali sostanze superiore ai limiti imposti per l’acqua potabile dalle normative dell’Unione europea e dell’Italia.

“La contaminazione da metalli pesanti delle acque d’alta quota ha a che fare sia con la geologia del territorio sia con la degradazione della criosfera, ossia con la perdita dei ghiacciai e del permafrost”, spiega Stefano Brighenti, ricercatore di Eco Research e primo autore dello studio. E in queste situazioni, “è molto probabile che le sorgenti d’acqua siano contaminate”, aggiunge Chiara Crippa, ricercatrice dell’Istituto per l’osservazione della Terra di Eurac Research di Bolzano, coautrice dello stesso studio.

Manifestazione di protesta contro il riscaldamento climatico e la riduzione dei ghiacciai

All’origine di questo fenomeno, noto da tempo agli addetti ai lavori, ci sarebbe – appunto – la crisi climatica. L’aumento delle temperature accelera la degradazione del permafrost e il ritiro dei ghiacciai, contribuendo al rilascio su vasta scala di metalli pesanti nelle acque alpine. Ma finora il fenomeno non è stato preso in considerazione dalle autorità competenti.

“Già nel 2007 – come scrive lo stesso giornalista – uno studio aveva rilevato un aumento delle concentrazioni di metalli pesanti come il nichel nel lago alpino di Rasass, in Alto Adige”.  Ed era stato attribuito specificamente al disgelo del permafrost. Continua l’articolo: “Quello che all’epoca non si sapeva ancora, tuttavia, era se il fenomeno potesse propagarsi fino al fondovalle. Quando nel 2021 l’Agenzia provinciale per l’ambiente e la tutela del clima di Bolzano comunicò i risultati delle analisi sui campioni d’acqua dell’Adige, all’imbocco della Val Venosta, all’altezza del piccolo centro di Tel, si è subito attivata per cercare di capire quale fosse il problema”. L’ipotesi elaborata dai ricercatori era che la causa fosse la perdita dei ghiacciai.

Nel 2025 una prima pubblicazione ha evidenziato un’importante scoperta. Racconta ancora Brighenti al fattoquotidiano.it: “Confrontando i livelli di nichel misurati nell’acqua di 61 siti dislocati lungo l’Adige e un suo affluente, ci siamo accorti che, tra il 2011 e il 2023, questi valori sono aumentati di circa quattro volte. Abbiamo anche osservato che le concentrazioni aumentavano man mano che ci si avvicinava a ghiacciai e a zone con permafrost. Attraverso una serie di analisi statistiche, quindi, siamo stati in grado di attribuire questo fenomeno al ritiro dei ghiacci e alla perdita di permafrost, causati dal riscaldamento del clima”.

Related Articles

Social

5,020FansLike
205FollowersFollow

Intesa Sanpaolo Eventi

spot_img

Art Bonus

spot_img

Articoli più letti