Mancano meno di sei anni agli Europei di calcio che si disputeranno nel 2032 congiuntamente in Italia e in Turchia: entrambi dovranno mettere a disposizione in totale 10 stadi, cinque per ciascuno. Ma il nostro Paese è in forte ritardo nella costruzione dei nuovi impianti, rispetto ai tempi previsti dall’Uefa e anche allo stato dei lavori nell’altro Paese ospitante. E la questione, naturalmente, non riguarda soltanto le strutture sportive, bensì tutto il territorio e l’ambiente circostante delle città in cui gli stadi devono essere costruiti da zero o riqualificati quelli già esistenti, in prospettiva di una riqualificazione urbana.

La FIGC ha presentato all’Uefa i dossier di 14 impianti candidati in 13 città. Nella Capitale, infatti, la lista comprende due opzioni: lo Stadio Olimpico, da adeguare agli standard europei (sicurezza, accessibilità, servizi per gli spettatori e media, sostenibilità e organizzazione); oppure il nuovo stadio della Roma, a Pietralata, il cui progetto è stato già approvato dal Comune con i lavori previsti dal 2029 al 2032. I requisiti minimi di capienza sono questi: uno stadio da almeno 60mila posti; uno (preferibilmente due) da 50mila; quattro da almeno 40mila. Gli altri stadi dovranno disporre di almeno 30mila posti.
Al momento, l’unico impianto italiano che risulta in regola è quello della Juventus, l’Allianz Stadium di Torino. Ma anche altre città, da Firenze a Bari, aspirano a ospitare le partite degli Europei.
L’età media dei nostri stadi è di 56 anni per la Serie A e 74 per la B. Per la maggioranza appartengono ai Comuni che spesso non hanno però le risorse per la manutenzione. E questo ha provocato un progressivo degrado nel corso del tempo.
Una soluzione mista pubblico-privato potrebbe essere quella di affidarne la gestione a società esterne, con l’obbligo di fare investimenti per sopportare i costi di manutenzione. Ma in qualche caso potrebbero disporre anche di spazi supplementari, per parcheggi, shopping, supermercati e cinema multisala come un grande centro commerciale.

Nei giorni scorsi, intanto, è stato presentato il progetto con il rendering del nuovo stadio di Milano che dovrebbe sostituire San Siro (nella foto in alto – credit photo: Ac Milan e Fc Inter). Sorgerà nella stessa zona, sarà a forma di catino sopraelevato su un podio, a due anelli, con una doppia curvatura verso il basso in prossimità delle due tribune che raggiunge agli estremi un’altezza massima di 60 metri. Si chiamerà Generali Stadium, dal nome del gruppo assicurativo. Costerà 2,3 miliardi di euro, tra capitali dei due club Inter e Milan e finanziamenti bancari. La capienza sarà di superiore a 71.500 posti.

I lavori inizieranno alla fine del 2027 e dovrebbero essere terminati in tempo, prima del 2032. Secondo il progetto, sarà in grado di ospitare anche grandi show, concerti, match di football americano e altri eventi sportivi.

Quanto allo storico stadio di San Siro, verrà abbattuto dopo il completamento del nuovo impianto. Ma, per quanto questo potrà essere più moderno e funzionale, non sarà facile sostituire la vecchia “Scala del Calcio”, dove si sono esibiti grandi campioni del passato tra cui “gli eterni rivali” del Milan e dell’Inter, Gianni Rivera e Sandro Mazzola.


