CINQUE TERRE DA SALVARE SOTTO LA PRESSIONE DELL’OVERTOURISM: UNA RICERCA CON LA STANFORD UNIVERSITY

Quella “bomboniera” della natura chiamata Cinque Terre, patrimonio dell’Umanità UNESCO dal 1997, è a rischio overtourism. L’invasione e l’affollamento di visitatori, in tutti i mesi dell’anno, rischiano di compromettere il delicato equilibrio di questa stretta fascia di terra sulla Riviera ligure di Levante, compresa fra il Mar Tirreno e il crinale che la separa dalla Val di Vara e dal Golfo di La Spezia (la foto in alto è di Anna_Om).

Veduta del borgo di Vernazza (foto di MartinM 303)

Un gruppo di ricercatori italiani, usando la tecnologia messa a disposizione dalla Stanford University, istituzione privata americana della California, ha elaborato la mappa dei danni prodotti dalla pressione sulla costa: in particolare, dalle imbarcazioni turistiche, dalle acque reflue o di scarico e da un sospettato insolito come l’orata. È proprio la voracità di questo pesce, in aggiunta all’assalto del turismo di massa, a minacciare le colonie sottomarine di Posidonia e di Cymodocea nodosa, piante protette a livello regionale e nazionale, alterando così l’habitat naturale. E a mettere in pericolo anche la Cladocora caespitosa, il più importante corallo del Mediterraneo, sito di molluschi e crostacei prediletti dalle orate: “Negli ultimi anni – scrivono i ricercatori nel loro rapporto – la popolazione di questi pesci e la loro voracità hanno causato un brusco calo nella produzione”.

Le acque cristalline delle Cinque Terre

Quale che sia comunque la situazione sott’acqua, è da tempo ormai che in superficie le Cinque Terre sono in sofferenza. Sono passati più di dieci anni da quando il Parco nazionale fu promosso dopo la verifica periodica dell’ente di certificazione internazionale DNV GL che approvava suo progetto di tutela e di conservazione, come Amate Sponde riferì il 20 luglio 2015 (https://www.amatesponde.it/certificazione-ambientale-parco-5-terre-promosso/). Poi, nel maggio 2020, il Consiglio direttivo del Parco aprì un nuovo portale per “mettere i cittadini al centro della navigazione su Internet ed essere pronti a rilanciare questo territorio, non appena le condizioni di sicurezza lo consentiranno” in seguito alla pandemia da Coronavirus (https://www.amatesponde.it/cinque-terre-un-milione-euro-per-i-sentieri/, stanziando un milione di euro per il ripristino dei sentieri, un’area lunga circa dieci chilometri: a cominciare, dalla celebre “Via dell’Amore”.

Il suggestivo sentiero denominato “Via dell’Amore” (foto di Olga Gavrilova)

Da ultimo, il 14 luglio 2025, il nostro stesso sito aderì alla campagna “Resta, non passare”, il nuovo flyer digitale lanciato dal Parco su impulso delle associazioni aderenti al Protocollo CETS – la Carta Europea per il Turismo Sostenibile – che collaborano con l’ente per costruire un’idea di ospitalità capace di fare bene: al luogo, alle persone, ai viaggiatori (https://www.amatesponde.it/resta-non-passare-una-campagna-del-parco-delle-5-terre-per-il-turismo-sostenibile/). Si trattava di un’operazione culturale e strategica per mettere al centro la vivibilità sia dei residenti sia dei visitatori.

“Il turismo – dichiarò allora il presidente del Parco, Lorenzo Viviani – va valutato non solo per l’impatto economico, ma per come si inserisce in un tessuto sociale. Può essere fonte di scambio, cultura, benessere, solo se si riappropria di una dimensione fatta di rispetto ed esplorazione profonda. Quando non viene vissuto come un incontro, genera conflitto. È per questo che la Carta Europea per il Turismo Sostenibile mette al centro il tema della circolarità: creare valore che resti, che rientri nei luoghi, che si rigeneri in forma di servizi, relazioni, progetti condivisi”.

Questo vale per il Parco delle Cinque Terre, come per le città d’arte invase dall’overtourism. Come la “bomboniera” naturale della Liguria, anche Roma, Firenze, Napoli e Venezia subiscono l’impatto di un’invasione pacifica che, alla lunga, può danneggiare il turismo, un settore che resta pur sempre la nostra prima industria nazionale.

Un tipico borgo sul promontorio delle Cinque Terre

I CINQUE BORGHI MARINARI, DA EST A OVEST

  • Monterosso al Mare: il paese più grande, con le spiagge più ampie e una vasta scelta di servizi e alloggi.
  • Vernazza: celebre per il suo pittoresco porticciolo a forma di anfiteatro, la Chiesa di Santa Margherita d’Antiochia e il Castello Doria.
  • Corniglia: l’unico borgo non direttamente sul mare, arroccato su un promontorio roccioso a circa 100 metri di altitudine e raggiungibile tramite la scalinata della “Lardarina”.
  • Manarola: famoso per le sue tipiche case colorate a picco sugli scogli, i vigneti terrazzati e l’inizio della celebre Via dell’Amore.
  • Riomaggiore: il borgo più a est, caratterizzato da case verticali e colorate che si affacciano su un piccolo porto in pietra.

Sono tutti collegati tra loro dal treno, dai sentieri panoramici del Parco e, nella bella stagione, dai battelli (tranne Corniglia).

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