EMERGENZE D’ITALIA: 193 IN DIECI ANNI. IL 79% CAUSATO DA ECCEZIONALI EVENTI METEOROLOGICI

EMERGENZE D’ITALIA: 193 IN DIECI ANNI. IL 79% CAUSATO DA ECCEZIONALI EVENTI METEOROLOGICI

Sono 193 le emergenze che hanno colpito l’Italia negli ultimi dieci anni. E il 79% è stato causato da eccezionali eventi meteorologici, come alluvioni, smottamenti e frane: in pratica, otto su dieci. Dal 2013 la spesa autorizzata nell’ambito del Fondo per le emergenze ha superato complessivamente i 13,5 miliardi di euro, comprese le risorse stanziate per le attività di soccorso e gli interventi più urgenti. All’incirca, il costo previsto per il controverso progetto del Ponte sullo Stretto di Messina (nella foto sotto, il modellino in scala), fortemente voluto dal ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture, Matteo Salvini.

PONTE (modellino)

L’elenco completo è pubblicato sul sito del Dipartimento per la Protezione civile. Qui, nella sezione “Emergenze”, sono indicate sette tipologie: nell’ordine, le emergenza da rischio sismico, quelle da rischio meteo-idrico, vulcanico, maremoto, incendi, sanitario e ambientale. Ma i conti precisi si sono presi la briga di farli due giornalisti del Sole 24 Ore, il quotidiano della Confindustria, Michela Finizio e Alexis Paparo, con un dossier apparso in prima pagina lunedì 8 aprile, sotto il titolo Rischi climatici, programmi in ritardo. A loro va anche il merito di aver collegato questi dati con il Piano nazionale per l’adattamento ai cambiamenti climatici (Pnacc), approvato dal governo Meloni con il decreto n. 434 lo scorso 21 dicembre dopo un iter durato sei anni, quello che lo stesso giornale definisce in un titolo “la babele dei programmi per mettere in sicurezza il Paese”.

 

Il “cervello operativo”, a cui viene affidata la regia delle 360 azioni previste, dovrà essere nominato con un altro decreto dal ministero dell’Ambiente e della Sicurezza. Ma non sarà pronto prima della fine di maggio. Per il momento, quindi, le linee di intervento restano ancora sulla carta, mentre è ancora a metà la ricostruzione post-terremoto in Abruzzo (foto sotto).

Foto Vincenzo Livieri - LaPresse 19-09-2016 - Amatrice - Italia Cronaca Sopralluogo ad Amatrice dopo il terremoto del 24 agosto. Nella foto la zona rossa Vincenzo Livieri - LaPresse 19-09-2016 - Amatrice - Italy News Visit to Amatrice after the earthquake of August 24

Foto Vincenzo Livieri – LaPresse 19-09-2016 – Amatrice – Italia

“La strategia nazionale per l’adattamento ai cambiamenti climatici – ricordano i due autori dell’articolo – risale al 2015 e il Piano dovrebbe finalmente darne attuazione”. Nel documento sono elencate attività di mitigazione del rischio in diversi ambiti: agricoltura, turismo, trasporti, industrie ed energia. Ma vi compaiono anche interventi mirati a fronteggiare fenomeni come la desertificazione, la siccità, il dissesto idrogeologico e a tutelare gli ecosistemi naturali. Ma appare sempre più necessario e urgente il “piano invasi” per contrastare la mancanza d’acqua: il commissario straordinario, Nicola Dell’Acqua, indica 127 interventi prioritari da realizzare in questo campo, per un corrispettivo di 3,67 miliardi.

“Nel frattempo – riferiscono Finizio e Paparo – Asvis e Protezione civile ricordano la necessità di adeguare i Piani di assetto idrogeologico e la pianificazione urbanistica comunale alle nuove mappe di rischio contenute nei sette Pgra (Piani gestione rischio alluvioni – ndr) delle Autorità di bacino, approvati nel 2021”. Sono da aggiornare anche i Piani comunali della protezione civile. E si tratta di un obbligo, ma non sono previste scadenze né sanzioni e negli uffici mancano sia le risorse sia il personale per farlo in tempi rapidi.

ALLUVIONE EMILIA auto

Dati alla mano, concludono i due giornalisti: “La necessità di spingere l’acceleratore per mettere in sicurezza i territori viene scandita dai numeri: l’Indice del clima pubblicato lo scorso 25 marzo sul Sole 24 Ore ha immortalato la geografia dei picchi di calore e delle piogge – sempre più intense – dell’ultimo decennio”: si tratta, secondo l’ultimo Osservatorio Città Clima di Legambiente, di 378 eventi meteorologici estremi registrati nel 2023, in aumento del 22% rispetto all’anno precedente (nella foto sopra, l’alluvione in Emilia Romagna). “Statistiche – commentano gli autori dell’articolo – che non lasciano più spazio a indugi nell’azione di prevenzione”,

Share this: