È passato un anno da mezzo da quando il 16 dicembre 2024 lo Stato, attraverso un decreto di esproprio del ministero della Cultura, ha acquisito al demanio pubblico Villa Verdi, la storica dimora di campagna che il grande musicista acquistò nel 1848 a Villanova sull’Arda, in provincia di Piacenza. Non mancarono allora le promesse sugli interventi di restauro e sulla riapertura al pubblico. E risale al primo febbraio scorso un servizio televisivo con cui Rai News 24 annunciava che “i lavori sono pronti a partire”.

Ma c’è voluta tutta la determinazione e l’autorevolezza del maestro Riccardo Muti per rimettere la questione all’ordine del giorno con una serata-evento per denunciare l’inerzia del governo che ha lasciato l’edificio in stato di abbandono. “Questo luogo deve risuonare delle note nate qui”, ha protestato il nostro più famoso direttore d’orchestra: “Dobbiamo darci una mossa; sia il governo di destra, di centro e di sinistra, hanno fatto schifo; si faccia presto a togliere l’imbarazzo di fronte al mondo”.

A Villa Verdi sono arrivati così tre ministri – Alessandro Giuli, Tommaso Foti e Gianmarco Mazzi – e soprattutto è arrivata una promessa precisa: i lavori sono pronti a partire. “Tra un po’ inizieranno a vedersi i cantieri”, ha annunciato il ministro della Cultura Giuli, spiegando che dal settembre 2024 il suo ministero ha destinato complessivamente circa 20 milioni di euro all’operazione. Le risorse comprendono l’acquisizione e l’esproprio della villa e gli interventi destinati al recupero dell’edificio e del giardino. Ora, dopo le ultime controfirme legate al decreto ministeriale, il progetto può entrare nella fase operativa.
Davanti alla villa, durante l’appuntamento musicale con Muti, erano ancora evidenti i segni del tempo: crepe sulla facciata, porzioni di intonaco deteriorate e un edificio che richiede importanti interventi prima di poter tornare completamente accessibile. Il giardino, invece, è stato recentemente ripulito dalla vegetazione. In questo scenario, la musica ha assunto un significato particolare. Muti ha scelto di suonare il “Notturno” proprio davanti alla casa di Verdi, riportando le sue composizioni nel luogo in cui furono concepite.

La villa, circondata da un grande parco progettato dallo stesso Verdi, era la residenza dove lui tornava dopo gli impegni di lavoro che lo portavano lontano. In questa casa abitava con la seconda moglie, la celebre cantante lirica Giuseppina Strepponi, amministrando a qui le sue terre e i suoi allevamenti di cavalli.
Le sale e le stanze custodiscono una parte preziosa della sua memoria: lo scrittoio su cui componeva, il letto a baldacchino, il pianoforte, i libri e gli spartiti, il busto-ritratto in terracotta eseguito da Vincenzo Gemito, i guanti utilizzati in occasione della direzione della Messa di Requiem in memoria di Alessandro Manzoni, il suo celebre cilindro e gli arredi della camera dell’Hotel de Milan in cui spirò il 27 gennaio del 1901.


