VIA AL NUCLEARE “SOSTENIBILE”

PNNS: l’acronimo di nuovo conio significa Piattaforma nazionale per un Nucleare sostenibile. Ed è la base tecnico-scientifica del progetto di legge, appena approvato dal Parlamento, per riaprire le porte all’energia atomica in Italia. Mentre ancora non si sa dove verranno “tombate” le scorie radioattive delle nostre vecchie centrali, esportate in Francia e in procinto di tornare a gennaio nel nostro Paese, inizia così una nuova stagione per riportare il nucleare sul territorio nazionale, a distanza di 39 anni dal referendum popolare che lo bocciò.

Adesso, però, si parla di nucleare “pulito”, o addirittura “verde”. E quindi, “sostenibile”. Vale a dire prodotto non più dalla pericolosa fissione dell’atono, energia di distruzione e di morte, bensì dalla fusione: un processo analogo a quello che compie il sole ogni giorno. Le prime nuove centrali dovrebbero sorgere nei prossimi sette anni, entro il 2033. Staremo a vedere se i tempi saranno rispettati e, soprattutto, a quali condizioni e a quali costi. Fermo restando, però, che la produzione del nucleare “pulito” per essere tale dev’essere alimentata da energie pulite: come lil fotovoltaico e l’eolico.

In seguito all’approvazione della legge, ora dovranno essere adottati uno o più decreti legislativi per definire le regole del “nucleare sostenibile”. A questo delicato e complesso lavoro, si dedicherà una squadra di giuristi, tecnici e funzionari, guidati dal professor Giovanni Guzzetta, ordinario di Diritto costituzione all’università Tor Vergata di Roma, già presidente del comitato promotore dei referendum abrogativi nel 2009m sulla legge elettorale. A lui, con un decreto del 13 giugno 2024, il ministro dell’Ambiente della Sicurezza ambientale, Gilberto Pichetto Fratin, ha conferito l’incarico di consigliere giuridico.

Gilberto Pichetto Fratin, ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica

“La documentazione parlamentare – come si legge sul sito del quotidiano online Energia Oltre (https://energiaoltre.it/) – racconta che Guzzetta ha costituto un gruppo di lavoro di esperti, che tra giugno e dicembre 2024 ha lavorato a stretto contatto con la Segreteria tecnica del ministro per definire una bozza di progetto di legge, sfruttando le valutazioni tecnico-scientifiche della Piattaforma Nazionale per un Nucleare Sostenibile (PNNS)”. Quest’ultima, istituita a sua volta dal MASE nel novembre 2023, riunisce soggetti ed esperti italiani che operano, a bvario titolo, nel nucleare, nella sicurezza, nella radioprotezione e nella gestione dei rifiuti radioattivi.

Nella lista figurano, tra gli altri, l’ AIMN (Associazione Italiana Nucleare); l’AIRP (Associazione italiana di Radioprotezione); Ansaldo Nucleare, Arvedi Acciai Speciali Terni, ASG Superconductors e altri soggetti industriali, scientifici e istituzionali. La PNNS ha fornito valutazioni tecnico-scientifiche al gruppo di lavoro costituito dal consigliere giuridico del ministro Pichetto Fratin.

Tra le figure che compaiono nel percorso tecnico-istituzionale della macchina burocratica del nucleare c’è Nicola Ippolito, indicato dal Consiglio nazionale degli ingegneri come rappresentante del MASE e coordinatore della Piattaforma nazionale per il nucleare sostenibile. Un altro nome emerso nel corso del lavoro della Piattaforma è quello di Pietro Alessandro Di Maio, professore ordinario di Impianti nucleari all’Università di Palermo, associato al progetto tecnico della PNNS, in particolare al team dedicato alle tecnologie di fusione.

Il 4 giugno 2026 il MASE ha nominato nuovi esperti per affiancare il ministro Pichetto sul nucleare sostenibile nel passaggio dalla legge delega alle norme operative. Tra i nominativi emersi nella documentazione relativa alla nuova task-force figurano, oltre a Guzzetta, Stefano Ciotti e Attilio Stajano. Una squadra che potrebbe giocare un ruolo centrale nella delicata partita dei decreti attuativi.

La legge approvata dal Senato il 23 settembre non contiene ancora tutte le regole che serviranno per costruire e gestire i nuovi impianti. Il governo dovrà emanare entro dodici mesi – su proposta del ministro Pichetto Fratin – uno o più decreti legislativi sulla materia nucleare. Questi provvedimento dovranno tradurre in norme concrete la delega parlamentare: dalla disciplina della costruzione e dell’esercizio degli impianti alla sicurezza, passando per la gestione del combustibile esaurito e dei rifiuti radioattivi agli organismi di controllo, fino alle procedure autorizzative e agli altri aspetti della governance del settore.

Rimane sospesa la domanda che si pone “Energia Oltre”: chi scriverà i decreti attuativi? La legge identifica chiaramente che la responsabilità politica sarà di governo e in particolare MASE, ma non chi avrà la paternità materiale dei testi. Dietro la firma finale del ministro ci saranno presumibilmente gli uffici legislativi e tecnici del MASE, gli esperti nominati dal ministero, le amministrazioni coinvolte e le strutture pubbliche competenti per gli aspetti di sicurezza e regolazione nucleare. La stessa legge prevede infatti un lavoro interministeriale.

“È qui – conclude l’articolo del quotidiano online – che la mappa dei nomi diventa ancora più interessante: chi siederà ai tavoli che prepareranno i decreti? Chi scriverà materialmente le bozze? Quali funzionari firmeranno le relazioni? Quali esperti saranno incaricati? E quali organismi (da ISIN a ENEA) forniranno i pareri e le valutazioni? Domande che restano ancora senza riposta”.

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