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“UNA MONTAGNA DI SOLDI”: UN LIBRO-INCHIESTA SUGLI SCANDALI DELLE OLIMPIADI MILANO-CORTINA 2026

S’intitola proprio così, Una montagna di soldi, il libro-inchiesta scritto da Giuseppe Pietrobelli per la casa editrice PaperFist (368 pagine, 18 euro), in vendita dal 14 ottobre, di cui Il Fatto Quotidiano ha pubblicato un’anticipazione (https://www.paperfirst.it/libri/una-montagna-di-soldi/). Parliamo delle Dolomiti. A parte la retorica dello “spirito italiano” celebrato dalla Fondazione organizzatrice sulla nostalgia del fascismo, si tratta di una puntuale e documentata denuncia degli sprechi, degli affari e degli scandali consumati per le Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026 che, nonostante le rassicurazioni iniziali, ricadranno sui contribuenti e anche sull’ambiente.

La “montagna dei soldi” è quella di Cortina d’Ampezzo e dintorni. Citiamo qualche cifra dall’arringa di Pietrobelli: “La spesa pubblica per le sole sedi di gara si è gonfiata dai 204 milioni di euro iniziali alla cifra di 945 milioni di euro”. E poi: “La semplice organizzazione, che sarebbe dovuta costare 1 miliardo e mezzo di euro grazie a risorse esclusivamente private, è schizzata a 2 miliardi di euro, con quasi 400 milioni di soldi già stanziati dal governo Meloni per ripianare in anticipo i debiti”. E infine: “La terza rassicurazione (‘Non sono necessarie nuove infrastrutture di trasporto’) è annegata in un fiume di cemento da 5 miliardi di euro per strade, ponti, ferrovie e parcheggi, con opere per un valore di 3 miliardi che non saranno pronte per le Olimpiadi”. In totale, al momento, fanno all’incirca 8 miliardi.

Ma, al di là dei soldi, l’operazione Milano-Cortina ha prodotto – come Amate Sponde ha già segnalato nei mesi scorsi – una serie di danni ambientali che resteranno a imperitura memoria: dalla costruzione della nuova pista di bob in cemento (foto sopra) con l’abbattimento di molti alberi alle frane provocate dai lavori lungo la strada statale 51 di Alemagna, con conseguente interruzione del traffico automobilistico (foto sotto).

Ecco, qui di seguito, i titoli degli articoli pubblicati su questo argomento dal nostro sito negli ultimi anni. “Cortina ’26: un disastro annunciato: 324 milioni non bastano più”, titolammo già il 27 gennaio 2022 (https://www.amatesponde.it/cortina-26-disastro-annunciato/). E, a proposito della pista da bob, “Scempi d’Italia” il 1° gennaio del ’24 ( https://www.amatesponde.it/scempi-ditalia/). “Olimpiadi Cortina: oltre 500 alberi tagliati (come in 12 anni)” il 13 marzo dello stesso anno (https://www.amatesponde.it/cortina-a-pezzi/). “Una Cortina di cemento: la Perla delle Dolomiti minacciata da una funivia usa-e-getta” (https://www.amatesponde.it/una-cortina-di-cemento/) il 25 giugno 2025. Da ultimo, “Frane d’Ampezzo: la Perla delle Dolomiti tra i lavori per le Olimpiadi e gli smottamenti delle montagne intorno” il 28 gennaio scorso (https://www.amatesponde.it/frane-dampezzo/). Sono tutti articoli, ripresi da giornali nazionali e locali, che compaiono ancora nel nostro Archivio, per chi volesse verificare.

La conclusione di Pietrobelli è allo stesso tempo amara e sferzante: “Sotto gli occhi degli ambientalisti costretti all’impotenza, i campioni di questo saccheggio sono i signori dello sport e gli impareggiabili, sfacciati, protagonisti della politica nostrana. A loro, una medaglia non gliela toglierà nessuno”.

 

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