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L’ITALIA DIVISA IN DUE

“Un Paese diviso in due”, avevamo già titolato nei giorni scorsi, dopo il crollo del ponte sulla strada statale 16, fra Abruzzo e Molise. E ora un’intera area del basso Adriatico è paralizzata, con collegamenti interrotti e migliaia di persone bloccate, in seguito al risveglio della frana storica di Petacciato, in Molise, riattivata dal maltempo (la foto in alto è di Chiaro Quotidiano). “La Puglia rischia l’isolamento”, annuncia il presidente della Regione, Antonio Decaro.

In una dichiarazione rilasciata al fattoquotidiano.it, l’ex assessore ai Lavori Pubblici del Comune molisano dal 1999 al 2003, Domenico Staniscia, ricorda che c’era un progetto in mano a Regione e Comune dal 2002 e mai portato a termine. Per anni, dopo aver promosso il comitato “No Frana”, Staniscia ha denunciato l’abbandono di un piano d’intervento che “aveva l’ambizione di risanare uno dei fronti franosi più estesi d’Europa”.

Foto della Regione Molise

L’allarme è scattato alle 12,30 di marted’ 7 aprile, quando il sistema di monitoraggio ha rilevato movimenti anomali del terreno. L’autostrada A14 è stata chiusa immediatamente, tra Vasto Sud e Termoli in entrambe le direzioni. Interrotta la linea ferroviaria Bari-Pescara fra Termoli e Montenero di Bisaccia. La maxi-frana – 4 chilometri di lunghezza e 5 chilometri quadrati di estensione – ha provocato lesioni sull’asfalto e deformazioni dei binari fino a una profondità di una decina di centimetri, per una lunghezza di circa un chilometro e mezzo.

E’ la rappresentazione simbolica di un Paese a metà, fragile e vulnerabile. Da una parte, i cambiamenti climatici prodotti dal riscaldamento globale; dall’altra, l’incuria e la mancata manutenzione. Un Paese in cui si continua a costruire, consumando 19-20 ettari di territorio naturale o agricolo, trasformati quotidianamente in superfici artificiali con l’asfalto o il cemento: secondo i rapporti ISPRA-SNPA, nel 2024 il ritmo ha raggiunto circa 2,7 metri quadrati al secondo, comportando la perdita di funzioni ecosistemiche, maggiore rischio idrogeologico e un costo economico stimato in miliardi di euro l’anno (in alto, foto ANSA).

Le forti piogge e le nevicate non sono più una calamità, imprevista o imprevedibile. Sono, purtroppo, la conseguenza di un fenomeno ormai cronico. I loro effetti sono aggravati dal dissesto idrogeologico che dura ormai da anni, provocando alluvioni, allagamenti, esondazioni dei fiumi, frane, danni e rovine. È la natura che, fatalmente, si vendica.

Foto dei Vigili del Fuoco

Dalla mezzanotte del 31 marzo, i Vigili del Fuoco hanno effettuato più di 800 interventi in Abruzzo, Molise e Puglia. Oltre al crollo del ponte sul fiume Trigno, in cui è rimasta coinvolta un’auto che l’ha attraversato nonostante il divieto, l’ondata di maltempo ha provocato evacuazioni e l’isolamento di diversi Comuni. Al momento 627 operatori e 209 mezzi del corpo nazionale sono impiegati nelle tre regioni per far fronte all’emergenza.

L’Abruzzo è la regione più colpita con 337 interventi, concentrati principalmente nelle province di Pescara e Chieti, fino al litorale adriatico. Undici persone sono rimaste bloccate all’interno di un hotel, completamente isolato, nel versante pescarese di Passolanciano, comprensorio sciistico della Maiella. Nell’area ci sono tre metri di neve ed entrambe le strade di accesso sono impraticabili. Per raggiungere la struttura, che si trova nel territorio comunale di Serramonacesca, è stato attivato il Nono Reggimento Alpini dell’Esercito che ha “liberato” i malcapitati turisti.

Il litorale abruzzese flagellato dal maltempo

In Molise i Vigili del Fuoco hanno portato a termine 218 interventi nelle province di Isernia e Campobasso: Capracotta è stata sommersa da due metri di neve e si scavano cunicoli per transitare. In Puglia si contano 276 interventi, soprattutto nelle province di Foggia e Bari. E in Campania, la Protezione Civile ha prorogato l’allerta meteo gialla per ulteriori 24 ore.

Il maltempo ha causato gravi danni all’agricoltura in tutto il Sud Italia. Secondo la Coldiretti, tre eventi meteorologici estremi su quattro nel 2026 si sono verificati nel Meridione e nelle Isole. In provincia di Foggia, sono caduti in media oltre 80 millimetri di pioggia nelle ultime 48 ore, con punte di 100-120 millimetri in alcune zone. Colpiti ortaggi, cereali, vigneti, alberi da frutto, carciofi, broccoli e cavoli. In Molise neve e gelo minacciano le fioriture già in stato avanzato.

Difficoltà si registrano anche nelle Marche, al confine con l’Abruzzo. A causa di una frana ad Acquasanta Terme (Ascoli Piceno), la frazione di Pozza è isolata: una squadra dei pompieri è al lavoro per mettere in sicurezza gli abitanti, in attesa che i mezzi meccanici liberino la sede stradale. In totale le persone bloccate sono una novantina.

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