spot_img

BATTAGLIA FERROVIARIA

Via libera dell’Antitrust ai treni ad Alta Velocità francesi sulla rete italiana. Ne dà notizia in un comunicato ufficiale pubblicato sul suo sito, l’Autorità Garante della Concorreenza e del Mercato. E Amate Sponde l’aveva già anticipata a gennaio scorso.

Ma ora il Gruppo FS passa al contrattacco, sostenendo che l’altezza dei Tgv a due piani non consentirebbe il passaggio nelle gallerie della rete tradizionale, dove i convogli AV vengono instradati nei casi in cui quella a loro riservati non fosse operativa. I treni d’oltralpe risulterebbero più alti di 32 centimetri.

Fatto sta che l’Art, l’Autorità di regolazione dei trasporti, non condivide questa tesi. La ritiene “carente sul piano normativo” e contraria alla libera concorrenza. A questo, punto la questione sarà rimessa con ogni probabilità al Tar del Piemonte, a cui s’è rivolta anche la società privata che gestisce i collegamenti di Italo.

Nel comunicato diffuso in precedenza dalla nostra Agcm, si legge che l’Antitrust “ha accettato e reso vincolanti gli impegni presentati da Rete Ferroviaria Italiana S.p.A. (“RFI”) nell’ambito del procedimento sugli ostacoli all’accesso al mercato del trasporto ferroviario. Una decisione che segna un passaggio decisivo per il mercato ferroviario Alta Velocità, poiché promuove una maggiore concorrenza grazie all’ingresso di un terzo operatore e apre nuove opportunità per migliorare servizi, qualità e competitività a beneficio dei passeggeri”.

L’istruttoria, avviata a marzo 2025 per accertare un presunto abuso di posizione dominante ai sensi dell’articolo 102 TFUE, ha riguardato le modalità di assegnazione della capacità sulla rete Alta Velocità da parte di RFI, ritenute potenzialmente idonee ad ostacolare l’accesso all’infrastruttura ferroviaria nazionale e, quindi, l’ingresso di nuovi operatori nel mercato del trasporto passeggeri Alta Velocità. Gli impegni ora approvati introducono cambiamenti significativi.

In primo luogo, RFI assegnerà al nuovo entrante un pacchetto minimo di 18 canali orari sulle direttrici Alta Velocità (Torino/Milano/Roma – Torino/Milano/Venezia), garantendone la stabilità per dieci anni. È una misura che punta a rendere effettivo e sostenibile l’ingresso del nuovo operatore nel mercato. Inoltre, RFI interverrà sulle regole del Prospetto Informativo della Rete adeguandole espressamente ai principi europei relativi al miglior utilizzo dell’infrastruttura, alla tutela delle esigenze dei passeggeri e alla promozione della concorrenza. Sarà subito adottata una disciplina transitoria a tutela del “nuovo entrante” e di quelli futuri, con priorità nell’assegnazione di capacità disponibile o sottoutilizzata, così da favorire una crescita graduale e concreta dell’offerta da parte di tali soggetti.

“L’Autorità ha ritenuto che queste misure siano idonee a rimuovere le criticità concorrenziali ipotizzate in sede di avvio dell’istruttoria, in quanto garantiscono condizioni di accesso eque, trasparenti e non discriminatorie alla rete Alta velocità e rendono il relativo mercato più aperto e competitivo, a beneficio degli utenti e del sistema nel suo complesso”.

Rispetto a una rete ferroviaria congestionata, com’è oggi quella italiana, l’ingresso di treni di alta velocità a due piani può contribuire a risolvere il problema. Ecco perché le ferrovie francesi, dopo aver acquistati 15 Tgv (Train à Grand Vitesse), si sono affacciati sul nostro mercato per fare concorrenza al gruppo Ferrovie dello Stato e a Italo. Sarà una sfida al ribasso, dal momento che i nuovi competitor punta ad attirare tra i sette e i dieci milioni di passeggeri all’anno, con tariffe in media inferiori del 20%.

Il guanto l’aveva lanciato Christophe Fanichet, presidente e direttore generale di Sncf Voyageurs, incontrando già a luglio i ministri Matteo Salvini (Infrastrutture) e Adolfo Urso (Sviluppo), prima di recarsi nei giorni scorsi a Palazzo Chigi insieme a Caroline Chabrol, dg della società francese. E l’ha ribadito in un’intervista apparsa su Repubblica a firma del giornalista Aldo Fontanarosa, sotto il titolo “Regole certe per lanciare il Tgv in Italia, più posti e prezzi bassi”.

Le regole sono quelle che i francesi devono concordare con il governo italiano e con la Rete Ferroviaria Italiana (Gruppo FSA). “Noi – dichiarò Fanichet in quell’occasione – reclamiamo un accordo quadro di lungo periodo, 15 anni. Solo un orizzonte di questo tipo può giustificare gli investimenti in treni, in manutenzione, nel personale e nella promozione”.

Interno di una carrozza del Tgv francese

“I nostri Tgv a due piani – aggiunse il presidente dell’azienda francese – offrono il 40% di posti in più rispetto ai convogli oggi attivi in Italia: in una rete già sovraccarica, un treno così capiente farà viaggiare più persone senza aumentare di molto il numero dei convogli in circolazione”.

Related Articles

Social

5,020FansLike
205FollowersFollow

Intesa Sanpaolo Eventi

spot_img

Art Bonus

spot_img

Articoli più letti