SCAMPIA RIALZA LE “VELE”: RINASCE IL QUARTIERE ALLA PERIFERIA DI NAPOLI. 20 PALAZZINE, 508 ABITAZIONI, 2.500 PERSONE

Sono pronti e verranno consegnati all’inizio del prossimo anno i primi 97 alloggi della “Nuova Scampia”, il famigerato quartiere alla periferia di Napoli costruito con i “mostri” di cemento e considerato il regno della Camorra. “In tutto – come si legge in un articolo di Antonio Di Costanzo su Repubblica – verranno realizzate 20 palazzine per un totale di 508 appartamenti che daranno un tetto a 2500 persone”. Si completerà così un progetto di ricostruzione e rigenerazione urbana per trasformare “il più vistoso fallimento dell’edilizia popolare in Italia”, come lo definisce Antonio Averaimo su Avvenire, nel più grande e moderno ecoquartiere d’Europa.

Tra il 2004 e il 2005, Scampia fu teatro di una sanguinosa faida fra clan avversari che costò la vita a più di 50 persone. Tanto da ospitare nel 2008 il set del film Gomorra, scritto e diretto da Matteo Garrone, tratto dall’omonimo romanzo di Roberto Saviano e interpretato magistralmente da Toni Servillo. Ma è stato poi il tragico crollo di un ballatoio nella Vela Celeste che causò tre vittime e 12 feriti, nella notte del 22 luglio 2024, ad accelerare il programma di riqualificazione edilizia e sociale denominato ReStartScampia, con un investimento di circa 159 milioni di euro ricavati dal Pnrr, da Pon Metro e dai fondi nazionali ed europei per le periferie.

“Scampia abbandona il vecchio stigma di Gomorra e le Vele come simbolo del male, e lascia spazio a una nuova storia fatta di sviluppo e diritto alla casa”, proclama ora il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi. In realtà, su sette edifici collocati su un’area di 115 ettari, quattro furono già demoliti nel 1997, 2000, 2003 e 2020, sotto le giunte comunali dei suoi predecessori Antonio Bassolino, Rosa Russo Iervolino e Luigi de Magistris. Altri due, la Vela Gialla e la Vela Rossa, sono state abbattute rispettivamente a marzo e a dicembre dell’anno scorso.

L’unica rimasta in piedi, come testimonianza e memoria del passato, è la Vela Celeste destinata a essere ristrutturata per ospitare uffici, attività sociali e culturali. Nel cantiere, lavorano attualmente un centinaio di persone, 25 ditte specializzate e circa 50 tra progettisti e architetti. La “Nuova Scampia” verrà completata con aree riservate all’agricoltura urbana, con orti e frutteti sociali; un grande parco pubblico; una fattoria con finalità ludiche e didattiche per i più giovani; un mercato di prossimità; un complesso scolastico con asilo nido per 50-60 bambini e uno dedicato all’infanzia che ne ospiterà altri 120; un centro civico con funzioni sociali e culturali.

Foto di Enzo De Bernardo – iStock images

“I nuovi alloggi – si legge ancora su Avvenire, il quotidiano d’ispirazione cattolica che fa capo alla Conferenza episcopale – saranno dotati di quel verde che le Vele non hanno mai potuto avere. Ci saranno anche ampie terrazze, spazi luminosi e pannelli solari che ne garantiranno l’autosufficienza energetica”. L’obiettivo finale dell’operazione, insomma, è quello di promuovere la creazione di un micro-modello di economia e società sostenibile, democratica e inclusiva. Più che ricostruire un quartiere degradato, si tratta di ricostituire una comunità di cittadini.

Dal “caso Scampia”, prende spunto il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, per parlare della crisi abitativa nazionale in un’intervista a Repubblica: “E’ un’operazione innovativa, prevista dalla legge regionale campana, resa possibile dall’utilizzo virtuoso dei fondi Pnrr, ma soprattutto grazie alla partecipazione dei cittadini di Scampia al percorso di rigenerazione urbana e sociale. Ci abitava nelle Vele, e ha i requisiti, avrà una casa degna in cui vivere e un futuro: Scampia non è più Gomorra. Questo modello si può replicare a livello nazionale”.

Per il sindaco di Napoli, che è anche presidente dell’Anci (Associazione nazionale Comuni italiani), “la sfida è abbattere definitivamente la contrapposizione tra centro e periferie: non è un’utopia. Il modello Scampia lo dimostra. I cittadini chiedono risposte concrete alla politica, evitiamo che nel vuoto si insinui la destra populista capace solo di alimentare facili illusioni e una dannoso guerra tra poveri”.

 

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