È peggio delle Olimpiadi invernali di Cortina. Se lì sono state completate metà delle opere infrastrutturali prima dei Giochi, in Emilia Romagna solo 17 cantieri su 216 sono stati aperti post alluvione del 2023. Gli altri 199 sono fermi. Eppure, sono stati 100 i Comuni colpiti, con 17 vittime e danni per miliardi di euro. Ma tutti ricordano ancora le promesse della premier Giorgia Meloni, arrivata in elicottero e ripresa dai fotografi in mezzo all’acqua con gli stivali e le maniche della camicia rimboccate.

I conti li ha fatti Sarah Buono, in un articolo pubblicato sul Fatto Quotidiano. All’indomani di quella disastrosa alluvione, il governo nomina il generale Francesco Paolo Figliuolo commissario straordinario per la ricostruzione. L’alto ufficiale, ora vicedirettore dell’Aise (Agenzia informazioni e sicurezza esterna), era stato già a capo del coordinamento per il contrasto all’emergenza Covid dal 1° marzo 2021 al 31 marzo 2022. Fu lui a stipulare una convenzione con la Consap, la concessionaria pubblica dei servizi assicurativi controllata dal ministero dell’Economia: stabiliva, per la prima volta, “l’affidamento delle funzioni di stazione appaltante ausiliaria per l’esecuzione e la gestione degli interventi di messa in sicurezza e per la ricostruzione”.

Racconta la giornalista del Fatto: “Il modello iniziale stabilito da Figliuolo prevedeva per Consap un ruolo di committenza ausiliaria e dava la responsabilità della fase esecutiva ai vari sindaci”. E invece, che cosa è accaduto? Il capo della struttura commissariale, Fabrizio Curcio, ha fatto aggiungere un addendum alla convenzione, per cui Consap è diventata il soggetto attuatore. “I fondi – come si legge ancora nello stesso articolo – sono quindi trasferiti dal Commissario direttamente alla società, sollevando i Comuni dalla gestione finanziaria della fase esecutiva dell’opera”.
I risultati sono sotto gli occhi di tutti. E in particolare, degli abitanti nelle zone alluvionate. Il peggio è che l’obiettivo finale della ricostruzione è fissato al 30 giugno 2026 e prevede per almeno 190 interventi l’emissione dei certificati di ultimazione. A tre mesi dalla scadenza, insomma, mancano ancora 173 progetti.


