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MAXI-CONDANNA PER DISASTRO AMBIENTALE: 141 ANNI DI CARCERE AI MANAGER DELLA “MITENI”

Condanne per complessivi 141 anni di carcere, a carico di 11 imputati su 15. Pene detentive pesantissime (17 anni di reclusione) per quattro manager. Risarcimenti ingenti, di cui 56 milioni al ministero dell’Ambiente, a beneficio di centinaia di parti civili.

S’è concluso con una maxi-condanna, e duemila pagine di motivazione pubblicata alla vigilia di Natale, il processo alla Corte d’Assise di Vicenza contro i dirigenti della società Miteni di Trissino (Vicenza), di proprietà del gruppo tedesco WeylChem (ICIG), ritenuta responsabile del disastro ambientale e dell’inquinamento delle falde acquifere nel sottosuolo del Vicentino, del Veronese e del Padovano negli ultimi 30 anni. Ne dà conto, in solitudine pressoché totale, il Fatto Quotidiano in un articolo a firma di Giuseppe Pietrobelli (https://www.ilfattoquotidiano.it/).

I manager dell’azienda chimica – dichiarata fallita nel 2018 – sono stati condannati per “dolo eventuale”, una fattispecie penale che si configura quando l’imputato ha la consapevolezza del danno che può provocare. In altri termini, hanno accettato l’eventualità di inquinare l’acqua e l’ambiente con il Pfas, sostanze per- e polifluoroalchiliche, cioè composti chimici utilizzati per rendere i materiali resistenti all’acqua e ai grassi: come pentole antiaderenti, tessuti tecnici, imballaggi alimentari e schiume antincendio.

Scrive l’autore dell’articolo sul quotidiano diretto da Marco Travaglio: “Le motivazioni della condanna Miteni sono un compendio di malefatte industriali consapevoli, menefreghismo rispetto ai rischi per la salute e ai danni ambientali, dissimulazione della verità in nome del profitto”.  Così è stata avvelenata l’acqua delle reti idriche bevuta da oltre 300mila persone. E sono stati “provati anche i reati di avvelenamento delle acque destinate all’alimentazione umana, disastro ambientale, inquinamento e bancarotta fraudolenta”.

L’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro, diversi studi internazionali e alcune ricerche italiane “confermano il legame tra esposizioni al Pfas e gravissime patologie”: dai tumori alle malattie cardiovascolari. Uno studio universitario, esibito durante il processo, avrebbe “rilevato in Veneto un eccesso di quasi quattromila morti in 30 anni nelle aree colpite”.

 

Stefano Ciafani, presidente di Legambiente

“Una sentenza storica per uno dei più gravi casi di inquinamento delle acque nella storia italiana”, commenta Legambiente. E il presidente dell’associazione, Stefano Ciafani, aggiunge: “Ora si proceda quanto prima alla bonifica del sedime inquinato, che ha provocato e continua a provocare una delle più estese contaminazioni acquifere con cui i cittadini veneti sono costretti a confrontarsi da decenni” (https://www.legambiente.it/comunicati-stampa/inquinamento-da-pfas-sentenza-storica-per-il-caso-miteni).

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