Gli abitanti di Porto Empedocle (Agrigento), dove nacque lo scrittore Andrea Camilleri, inventore del commissario Montalbano interpretato in tv da Luca Zingaretti, sono in rivolta contro un dissalatore installato sulla spiaggia dalla Regione Siciliana. Nelle intenzioni del Governatore, Renato Schifani, l’impianto dovrebbe contribuire a produrre acqua per usi civili, in modo da far fronte all’emergenza idrica provocata dalla siccità. Ma la scelta di questa location, come racconta Alan David Scifo in un articolo pubblicato in prima pagina sul Fatto Quotidiano, viene contestata dalla popolazione in nome della tutela dell’ambiente e del paesaggio (la foto in alto è ripresa dallo stesso giornale).

“Un’altra sede – scrive il giornalista – è quella che chiedono almeno 500 persone di Porto Empedocle, riunitesi in un comitato temporaneo con il nome ‘Mare Nostrum’ che indicano come posto più consono quello dove è già presente un dissalatore, abbandonato dal 2010 per gli alti costi di gestione e poi vandalizzato”. Quell’area di sviluppo industriale (Asi) aveva già le condotte per lo scarico a mare, principale oggetto di contestato da parte del comitato che teme ripercussioni ambientali in un tratto di spiaggia libera.
Due deputati dell’Assemblea regionale, Ismaele La Vardera (ex inviate delle Iene ed esponente del partito Controcorrente) e Ida Carmina (M5S), ex vicesindaco di Porto Empedocle, hanno già presentato due interrogazioni sul caso per vederci chiaro. “L’esigenza di fronteggiare l’emergenza idrica che stiamo vivendo – protesta Carmina – non può giustificare improvvisazioni. Serve maggiore trasparenza e più rispetto per il territorio”. E lei stessa aggiunge: “Non si può svendere il paesaggio, sventrare il centro di un paese per soluzioni tampone, quando esistono alternative concrete e più razionali”.

La polemica sul “dissalatore di Montalbano” s’inquadra nella situazione più generale di abusivismo edilizio e la cementificazione del litorale, come documenta l’ultimo Rapporto “Mare Monstrum”, diffuso da Legambiente, a cui Amate Sponde ha dedicato recentemente un articolo che ha sollevato l’indignazione di molti nostri lettori (https://www.amatesponde.it/mare-monstrum-2/). L’associazione ambientalista denuncia che l’anno scorso si sono registrati in media 28 reati al giorno, più di uno all’ora, contro l’ambiente e le coste.
“Nel 2024, le violazioni nelle regioni costiere del nostro Paese – si legge nel documento – hanno toccato quota 10.332, in aumenti dello 0,7% rispetto all’anno precedente”. Sono stati accertati dalle forze dell’ordine e dalle Capitanerie di porto, attraverso 534mila controlli: dall’abusivismo edilizio, con edifici costruiti in zone protette senza autorizzazioni o violando norme paesaggistico-ambientali, alle occupazioni illecite di spiagge e scogliere pubbliche fino all’estrazione di sabbia o pietra da cave fuorilegge. Una cementificazione più o meno selvaggia, insomma.
In testa a questa graduatoria del Malpaese si conferma la Campania. Sul suo mare, sono stati consumati 1.840 reati nella filiera del cemento illegale, pari al 17,8% del totale nazionale. Sono gli “ecomostri”, grandi e piccoli, che deturpano le nostre coste. In aggiunta, sono stati 343 i sequestri, 2.073 le persone denunciate e arrestate. Al secondo posto, segue la Puglia con 1.219 reati accertati; quindi, la Sicilia e la Toscana, rispettivamente con 1.180 e 946 crimini ambientali; e poco più sotto la Calabria con 869 reati.

È noto che proprio la Sicilia è una delle regioni più colpite dal fenomeno dell’abusivismo che s’intreccia con quello della criminalità organizzata. Ora il nuovo dissalatore di Porto Empedocle minaccia di aggravare il degrado ambientale. Camilleri e il suo commissario Montalbano, insieme alla popolazione locale, non potrebbero tollerarlo.


