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IL PONTE IN CIFRE: “IL SOLE 24 ORE” PUBBLICA TUTTI I NUMERI DELL’OPERA. COSTI, COPERTURE E PEDAGGI. MA RESTA IL RISCHIO SISMICO

Con il rigore che caratterizza Il Sole 24 Ore, Carmine Fotina ha pubblicato sul quotidiano economico-finanziario una sorta di “decalogo” sul controverso progetto per il Ponte sullo Stretto di Messina. L’articolo, come si legge fin dal titolo, elenca cifra per cifra “Costi, coperture, pedaggi, traffico: tutti i numeri del Ponte”. Ecco una sintesi delle dieci voci (https://www.ilsole24ore.com) che riguardano l’opera, voluta dal ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini (nella foto sotto) e fortemente contestata da numerosi esperti del settore e gran parte delle popolazioni locali interessate.

TRAFFICO. In un arco temporale di trent’anni, si stima una crescita del 30% al 2062. Uno studio della società Tplan Consulting prevede – a partire dal 2032, quando il ponte dovrebbe entrare in funzione – un tasso annuo di crescita dell’1%.

NATALITA’ – Il Dipe, il Dipartimento per la programmazione e il coordinamento della politica economica, ha espresso dubbi sulla riduzione della popolazione meridionale che – secondo l’Istat – dovrebbe diminuire del 70% al 2070. La società di consulenza, dopo aver aggiornato le sue previsioni, ha osservato che comunque che la crescita della mobilità sarà influenzata dai collegamenti con il resto del Paese, dalla domanda turistica e dall’evoluzione dell’offerta di trasporto.

PEDAGGI. I ricavi dell’opera sono attesi a quota 162,8 milioni di euro nel 2033 e a 336,4 nel 2062. Quest’ultima cifra sarà composta per 300,4 milioni dai pedaggi stradali e per il resto dal canone ferroviario.

TARIFFE. Per i motocicli sono previsti 1,79 euro a tratta; per le auto 3,90 con andata e ritorno in giornata, 4,49 con ritorno altro tre giorni e 7,14 entro 90 giorni; per gli autobus locali 7,20 euro e per quelli a lunga percorrenza 33,40. Per le merci, si va da 45,70 euro a tratta per i furgoni fino a 102,40 per gli autocarri.

STRUTTURA. Con una vita di progetto pari a 200 anni, la campata unica centrale avrà una lunghezza di 3.300 metri e quella complessiva sarà di 3.666. La larghezza sarà di 60,6 metri e l’altezza delle due torri di 399. Il canale navigabile centrale consentirà il transito di grandi navi fino a 65 metri d’altezza.

CAPACITA’. Si prevede il passaggio di 6mila veicoli all’ora e di 200 treni al giorno. Due corsie per il traffico stradale, più una d’emergenza. Due binari ferroviari e marciapiedi laterali.

COSTO. Il piano d’investimento ammonta a 13 miliardi e 532 milioni di euro. Di questi, 10 miliardi e 508 milioni riguardano l’affidamento del contraente generale (il consorzio Eurolink, guidato dal gruppo Webuild di Pietro Salini): 9 miliardi e 242 milioni di lavori, 1 miliardo e 26 milioni di importi non soggetti a ribasso. Si aggiungono poi circa 3 miliardi per altri costi, tra cui la direzione dei lavori, il monitoraggio ambientale e la bonifica delle aree da materiali inquinanti.

MANUTENZIONE. Nel periodo 2033-2062, i costi operativi di gestione sono stimati in 80 milioni di euro all’anno: 6 per la manutenzione ordinaria, circa 24 per il personale e 50 per altre voci. Per la manutenzione straordinaria, sono previsti 1,64 miliardi tra il 2024 e il 2060.

COPERTURE. Oltre la metà delle risorse finanziarie era stata stanziata con la legge di bilancio 2024, poi integrata l’anno successivo (6 miliardi e 962 milioni). Una quota rilevante sarà coperta dal Fondo nazionale di sviluppo e coesione, destinato per l’80% al Mezzogiorno per la riduzione dei divari territoriali: 4,6 miliardi per la quota delle amministrazioni centrali e 1,6 miliardi per le Regioni Sicilia e Calabria (2021-2027).

OPERE CONNESSE. Dalla stessa legge di bilancio 2024, è stata autorizzata un’ulteriore spesa di 500 milioni di euro, individuate sulla base delle proposte trasmesse dal ministero delle Infrastrutture a conclusione della Conferenza dei servizi. Manca ancora l’approvazione definitiva del Cipees (Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile).

Nello studio della società Tplan Consulting, su cui si basa l’articolo del Sole 24 Ore, non sono elencate tutte le spese che occorrono per potenziare la rete stradale, autostradale e ferroviaria dell’isola. Per fare solo un esempio, per andare in treno da Trapani a Ragusa oggi s’impiegano circa 13 ore. Si tratta di interventi prioritari che la popolazione reclama da tempo. I fautori del Ponte sullo Stretto sostengono, tuttavia, che sarà proprio questa “grande opera” a favorire la realizzazione di nuove infrastrutture sul territorio. E comunque, a parte la questione del l rischio sismico, se il ponte per “unire la Sicilia all’Italia” non si farà, ai costruttori saranno versate penali per circa un miliardo e mezzo di euro.

Un discorso a parte, di carattere più tecnico, riguarda il rischio sismica che interessa l’area dello Stretto. A questo proposito, rimandiamo a un  documentato articolo sulla faglia di Scilla – Palmi firmato da Stefano Sylos Labini, geologo, studioso di economia ambientale ed energia, ricercatore presso l’Enea (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile): https://ecquologia.com/rischi-ignorati-per-il-ponte-sullo-stretto-di-messina/

Nel frattempo, c’è anche chi come Roberto Avventura (@RobertoAvventu2) lancia un sondaggio su “X”, postando questa immagine:

Forse una consultazione si sarebbe dovuta tenere prima di decidere se costruire il ponte o meno. E avrebbe dovuto farlo il governo, per rispettare la volontà popolare. Ma, come si suol dire, anche in questo caso non è mai troppo tardi.

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