IL GRANDE CALDO: RECORD E DANNI. IL 60% DEL TERRITORIO NAZIONALE COLPITO DALLA SICCITA’. MEDITERRANEO A 33 GRADI

Sembra un bollettino di guerra. Alla fine della prima settimana di agosto, i maggiori giornali italiani lanciano in coro l’allarme sul clima. “Caldo estremo per altri 10 giorni: il 2026 batterà tutti i record”, annuncia il Corriere della Sera. “Il Mediterraneo tocca 33 gradi, mai così calda l’acqua del mare. L’aria fresca innescherà disastri”, avverte la Repubblica. “L’allarme degli agricoltori: per il caldo danni record, in Piemonte due miliardi”, riferisce La Stampa, quotidiano di Torino.

(foto iStock – di Leonardo Spencer)

Scrive Paolo Virtuani sul Corriere: “Per quanto riguarda l’Italia il luglio da poco trascorso è stato il più caldo di sempre, superando anche il primato del luglio 2003”. Ma lo stesso giornalista aggiunge che “mentre 23 anni fa si poteva considerare un’anomalia nel novero di una tendenza in aumento, le ondate di caldo del 2026 sono invece la conferma di una nuova ‘normalità’ estiva legata alla presenza costante e prolungata dell’anticiclone africano che ha scalzato ormai in Italia e in Europa quello atlantico”.

Sullo stesso giornale, Virginia Nesi racconta che il Rifugio Mulaz del CAI di Venezia, a 2.500 metri di altezza, minaccia di chiudere se non pioverà. “Il titolare ha appeso un cartello sulla porta della toilette: Bagni fuori servizio. Emergenza acqua”. E poi, girando tra le calli di Venezia, descrive “i bar tra dehors deserti e bollette alle stelle” con gli aperitivi ai tavolini “quasi azzerati”. Né manca la “corsa agli ombrelli per ripararsi dal sole”.

(foto iStock – Kasto 80)

Sulle pagine di Repubblica, Giacomo Talignani registra le allarmanti previsioni degli esperti in vista della stagione autunnale: “Siamo circondati da una polveriera, l’arrivo delle correnti potrebbe scatenare fenomeni atmosferici violenti”. Fra qualche settimana, annunciano i meteorologi, “sentiremo gli affetti dell’energia accumulata perché la temperatura del mare agisce sia aumentando l’instabilità termodinamica, sia l’evaporazione che funge poi da combustibile alle nuvole”. Da qui, le preoccupazioni anche per la biodiversità a rischio.

Quanto all’agricoltura, raccoglie gli interventi del governatore del Piemonte, Alberto Cirio, e del presidente di Coldiretti, Ettore Prandini. Lamenta il presidente della Regione: “Ci troviamo di fronte a una crisi idrica che sta provocando danni sempre più pesanti alla nostra agricoltura”. E perciò, Cirio ha avviato le pratiche per chiedere lo stato di calamità naturale”.

Di rincalzo, Prandini allarga il discorso: “Il 60% del territorio nazionale è colpito da siccità”. Il presidente di Coldiretti chiede quindi al governo di accelerare il piano per la raccolta di acqua”. Si sa, fra l’altro, che la nostra rete ne perde circa il 40% per via della sua vetustà e che, come denuncia il leader di Avs Angelo Bonelli, “l’Italia disperde ogni secondo 107.000 litri di acqua potabile a causa di reti idriche colabrodo”.

Negli articoli firmati da Andrea Joly e Luca Monticelli, si legge inoltre che “l’Italia riesce a trattenere solo l’11% di acqua piovana”. Mentre, per Confesercenti, l’impatto del caldo record di quest’anno sulle nostre imprese varia dai 6,5 ai 12 miliardi di euro.

Sono incalcolabili, invece, i danni – fisici e psicologici – per la salute collettiva. Al momento, non esiste ancora un bilancio ufficiale per il 2026. Ma si stima che nell’estate dell’anno scorso siano state circa 5.000 le morti causate dalle temperature elevate, soprattutto fra le persone più anziane e i “fragili”. E non sono vittime di calamità naturale, bensì del riscaldamento globale prodotto dai gas serra e dall’inquinamento atmosferico: cioé dalla mano dell’uomo.

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