Non c’è pace per la Sicilia e per il suo incomparabile patrimonio di bellezze naturali. Dopo il dissalatore di Porto Empedocle (Agrigento), sulla spiaggia del commissario Montalbano “creato” dallo scrittore Andrea Camilleri, ora è la volta del mega-parcheggio sulla costa di Màcari, frazione di San Vito Lo Capo (Trapani), celebrata nell’omonima serie televisiva liberamente tratta dai romanzi e dai racconti di Gaetano Savatteri, prodotta da Palomar e Rai 1.

In vista dell’afflusso estivo, il Comune ha previsto di installare due parcheggi, rispettivamente da 20mila e 25mila metri quadrati, per ospitare fino a 900 auto; una rete di navette a Gpl e diesel; un teatro da 300 posti in struttura metallica; chioschi, aree fitness, distributori automatici; noleggi di lettini e biciclette; presidi di accesso alla spiaggia. Ma il nulla osta è stato ritirato dall’assessora regionale al Territorio, Giusy Savarino, in seguito alle proteste popolari. Al momento, quindi, il progetto è congelato.
“Salviamo il litorale di Màcari: la Regione Sicilia dica no alla trasformazione del gioiello naturalistico in luna park”, auspica un appello lanciato da un gruppo di esperti volontari per lo sviluppo sostenibile e la valorizzazione culturale dell’area, lanciato attraverso la piattaforma !O scelgo (www.ioscelgo.org). La petizione ha già raggiunto circa la metà delle firme richieste (2.480mila su un totale di 5.000). Tra gli altri nomi noti, quelli degli attori Beppe Fiorello, Iaia Forte ed Emma Durante.

L’oasi interessata è compresa all’interno della Rete Natura 2000, un sistema di tutela europeo per la conservazione delle aree di pregio. Ed è sottoposta a misure di tutela nel piano territoriale regionale “Monti di Trapani”, in considerazione dei suoi habitat costieri, del litorale roccioso, delle specie di uccelli e di quelle marine.
Racconta Tommaso Rodano sul Fatto Quotidiano (www.ilfattoquotidiano.it): “Il golfo di Màcari e la baia di Santa Margherita hanno un fascino fuori dal tempo e dai criteri delle brochure: niente stabilimenti in fila, niente ‘vasche’ sui lungomari stipati, niente file di ombrelloni come trincee e bagnanti condensati come colonie di pinguini”.

Da parte loro, gli ambientalisti locali sostengono che si tratta di “un paesaggio tra i più ricchi della Sicilia dal punto di vista naturale” e che “in questa piana è rappresentato circa il 40 per cento della flora spontanea dell’isola”. Un deposito naturale di biodiversità, dunque, in una zona incontaminata che non è stata ancora “aggredita” dal turismo di massa.
Scrive ancora Rodano sul Fatto: “La partita di Màcari è più grande delle sue coste: è il simbolo di un conflitto che si ripete ovunque (e quasi sempre vince il mercato)”. È un’altra dimostrazione del fatto che sostenibilità e sviluppo non vanno d’accordo.


