UNA NUOVA POLITICA PER IL MEDITERRANEO

UNA NUOVA POLITICA PER IL MEDITERRANEO

Con un discorso inaugurale del presidente della Fondazione Terzo Pilastro, Emmanuele Emanuele, s’è aperta a Valencia (Spagna) la Conferenza internazionale sulle donne nel Mediterraneo. Un summit, tutto al femminile, per avviare una “nuova stagione” nei Paesi che si affacciano sul bacino del Mare Nostrum, quello stesso mare che bagna anche le nostre “amate sponde” circondando l’intera Penisola. Nel solco della “primavera araba”, il ruolo delle donne nell’evoluzione della società viene analizzato qui sotto il profilo politico, economico e culturale: “Sono state proprio loro – ha sottolineato nel suo intervento il professor Emanuele – le vere protagoniste di quel grande sommovimento a livello intellettuale e sociale che mirava all’instaurazione della democrazia nei paesi del Maghreb”.

A giudizio del presidente della Fondazione Terzo Pilastro, “questa speranza in molti casi è stata tradita e oggi vediamo come molte delle protagoniste non sono qui tra noi perché colpite dalla furia cieca e assurda dell’integralismo, che ne ha fatto delle vittime o delle martiri”. Ma, pur nella consapevolezza che “quel processo sognato e ipotizzato va purtroppo spegnendosi di fronte a una reazione basata su convincimenti anche religiosi che ne stanno minando le fondamenta”, il professor Emanuele resta tuttavia convinto che “il valore di quella visione dell’universo femminile sia pur sempre ispiratrice del cambiamento nella nuova dimensione della società come crescita sociale, affettiva e spirituale”.

Da qui, appunto, l’impegno della Fondazione Terzo Pilastro che ha già contribuito in passato a restaurare la Cattedrale di Sant’Agostino di Ippona ad Annaba, ad Algeri; ha creato le premesse di una stabilizzazione del Festival di El Jem a Tunisi; ha dato vita, sempre in Tunisia, a Nabeul, a un intervento sistemico per i giovani che possono lavorare all’ammodernamento di una rete idrica per le popolazioni agrarie; ha istituito una propria sede a Rabat, in Marocco; ha inaugurato dei corsi ad Aqaba-Eilat in cui palestinesi ed israeliani studiano insieme; ha partecipato, sempre a Valencia, alla X edizione della “Multaqa de las Tres Culturas” presso il Centro UNESCO Valldigna (dove al presidente Emanuele è stato conferito un premio per l’impegno personale profuso negli ultimi dieci anni a favore dell’area del Mediterraneo); e infine ha sottoscritto un accordo di collaborazione con il Comune di Cordoba, per intraprendere un percorso di cooperazione nel campo della cultura e delle iniziative finalizzate a favorire la conferma della identità tra i popoli del Mare Nostrum.

“È necessario ripensare il Mediterraneo in termini realistici – ha osservato poi il presidente della Fondazione Terzo Pilastro – concependolo secondo le categorie geopolitiche precedenti alla crisi e alla stessa globalizzazione: bisogna spostare l’asse della centralità mondiale dall’Atlantico e dall’Europa Continentale verso l’area euroasiatica, che comprende, oltre ai Paesi arabi del Golfo Persico, anche l’India e la Cina (non da ultimo, per contrastare il blocco dei Paesi islamici integralisti)”. Il discorso s’è concluso perciò con l’auspicio che alla fine la Conferenza di Valencia produca “un documento, per tutti e tre gli ambiti trattati, che possa essere inviato alle autorità mondiali perché lo tengano in debito conto nella definizione di una nuova politica per l’area mediterranea”.

(I lavori del summit si possono seguire su Facebook e Twitter tramite il profilo WoMed15. Nel documento allegato, il programma completo di queste due giornate).

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