S.O.S SPIAGGE, UNA PETIZIONE DI MAREVIVO PER PROTEGGERE LE COSTE DAI CONCERTI ESTIVI E DAI MEGA-EVENTI: FIRMA!

S.O.S SPIAGGE, UNA PETIZIONE DI MAREVIVO PER PROTEGGERE LE COSTE DAI CONCERTI ESTIVI E DAI MEGA-EVENTI: FIRMA!

In estate, spiagge e siti naturali sono presi d’assalto da decine di migliaia di persone, durante i numerosi eventi musicali che causano un fortissimo danno ambientale. Eppure, l’Articolo 9 della Costituzione recita che la Repubblica “tutela l’ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi, anche nell’interesse delle future generazioni”. E allora, perché distruggiamo spiagge e siti naturali?

L’associazione ambientalista Marevivo Onlus, guidata dalla presidentessa Rosalba Giugni, insieme all’Enpa, l’ente per la protezione degli animali; alla Lav, la lega antivivisezione; e SeaSepherIta, lanciano una petizione popolare contro questa che ormai è diventata una prassi estiva. Concerti e raduni di massa rappresentano una minaccia per le nostre spiagge. Ma c’è modo e modo di divertirsi, negli stadi o in altri luoghi aperti al pubblico, senza per questo danneggiare irrimediabilmente l’ambiente.

CONCERTI in spiaggia

Si legge nel testo della petizione: “Tutte le coste italiane, sabbiose o rocciose che siano, sono aree preziose per la biodiversità, ma subiscono una fortissima pressione antropica soprattutto nella stagione estiva. I mega-eventi in spiaggia aggravano notevolmente la già precaria conservazione di questi siti e sono fonte di gravissimo disturbo per la fauna selvatica in riproduzione. Inoltre i tagli di siepi e alberi, la distruzione delle dune, l’inquinamento acustico e da smog e i rifiuti che finiscono in mare, danneggiano l’ambiente, mettendo a rischio le specie in nidificazione come fratino o tartarughe marine”.

Eppure, stiamo parlando di ecosistemi delicati e preziosi. “Spiagge e litorali – spiega Marevivo – rappresentano ambienti fragili e dinamici e sono importanti aree di transizione tra la terraferma e il mare. Oltre a ospitare preziosi ecosistemi, sono aree filtro che proteggono il mare dall’inquinamento dell’entroterra e l’entroterra dall’azione erosiva del mare e dalla risalita dell’acqua salata nelle falde di acqua dolce. Soltanto la sabbia, che spesso diamo per scontato, impiega millenni a formarsi”.

Nella petizione si legge ancora: “Non esistono concerti ecosostenibili in spiagge o aree naturali, anzi, questi sono spesso il frutto di decisioni, anche politiche, che violano gli stessi valori di sostenibilità e tutela ambientale declamati tra le loro finalità. Le tanto annunciate attività di pulizia post-evento dei rifiuti abbandonati in spiaggia, che rischiano di finire per sempre in mare, non bastano di certo a ripristinare l’equilibrio preesistente. Basti pensare all’abbattimento preventivo di alberi per la creazione di parcheggi o al calpestio che compromette il prezioso ecosistema dunale”. Senza parlare qui dei trattori che vengono usati per ripulire gli arenili.

“Gli habitat preziosi come le spiagge devono essere realmente tutelati”, affermano le tre associazioni ambientaliste che hanno promosso l’iniziativa: “Per questo chiediamo che siano introdotte al più presto norme che vietino pratiche pericolose e ingiuste, dal momento che esistono luoghi storicamente deputati allo svolgimento di spettacoli, come arene e stadi”.

Spiaggia Gargano

 

Naturalmente, la minaccia non viene soltanto dai concerti estivi. “Metà delle spiagge italiane sta lentamente scomparendo”, avverte il quotidiano Domani: le concessioni balneari, l’erosione costiera, i grandi eventi trasformano anno dopo anno la costa italiana. Sono a rischio non solo gli ecosistemi delle dune naturali, ma anche le attività turistiche e commerciali. “In 50 anni, ovvero nel periodo che va dal 1070 al 2020, abbiamo perso 40 milioni di metri quadri di spiagge, a causa dell’erosione costiera che, nello stesso periodo, è triplicata”, scrive Rudi Bressa sullo stesso giornale. E così oggi il 46% delle coste sabbiose italiane è colpito da erosione, con picchi del 60% e oltre in Abruzzo, Sicilia e Calabria. Secondo l’ultimo “Rapporto spiagge 2022” pubblicato da Legambiente, “è come se avessimo perso 23 metri di profondità di spiaggia per tutti i 1.750 chilometri di litorale in erosione”.

Mentre le spiagge arretrano, avanza l’ondata di cemento. Ogni anno aree retrostanti vengono sostituite da oltre 10 chilometri di costruzioni artificiali, come documenta l’aggiornamento della banca dati “Linea di costa italiana” a cura dell’Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale). In pratica, il 13% delle coste italiane è occupato da opere come porti, opere di difesa costiera, opere idrauliche di impianti industriali, stabilimenti per la balneazione. Negli ultimi vent’anni, il litorale antropizzato è aumentato così di oltre 100 chilometri, mentre più del 20% è completamente occupato da opere artificiali, come infrastrutture stradali, abitazioni, lidi e siti produttivi.

FIRMA LA PETIZIONE: https://t.co/8isQAcoGBv

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