POMPEI E SANTORINI DUE STORIE IN MOSTRA

POMPEI E SANTORINI DUE STORIE IN MOSTRA

Pompei e Santorini, due eruzioni vulcaniche, due storie e due tragedie parallele, a distanza di quasi duemila anni l’una dall’altra. Un filo rosso, come la lava incandescente, accomuna questi eventi e queste antiche località, per dipanarsi nel racconto di una suggestiva mostra d’arte e di cultura allestita nelle Scuderie del Quirinale a Roma.

L’eruzione di Pompei avvenne nel 79 d.C. e il sito archeologico fu scoperto nel 1748. Quella di Akrotiri, nell’isola greca di Santorini, è datata a metà del secondo millennio a.C. e la scoperta risale al 1967. “L’eternità in un giorno”, recita il sottotitolo dell’esposizione romana, curata da Massimo Osanna, direttore del Parco archeologico di Pompei e da Demetrios Athanasoulis, direttore dell’Eforia delle Antichità delle Cicladi, con Luigi Gallo e Luana Toniolo. Un viaggio a ritroso nel tempo, attraverso opere e preziosi reperti in molti casi mai esposti al pubblico, per mettere a confronto due città accomunate da un’identica fine e preservate nei millenni dalle ceneri vulcaniche.

La vita della città vesuviana è rimasta sospesa tra le rovine, nelle sale delle domus e delle terme, nelle suppellettili e nei reperti organici, nei calchi dei corpi sorpresi dall’eruzione. Un sito archeologico che ha restituito l’immagine di un luogo dove il mondo antico ha cominciato a raccontarsi, come un “immenso edificio del ricordo”.

Le altre sale della mostra conducono poi alla scoperta di Akrotiri, anch’essa distrutta da una spaventosa eruzione che segnò profondamente la geografia e gli equilibri sociali del Mar Mediterraneo. Sepolti sotto la cenere vulcanica, sono stati ritrovati interi edifici, affreschi, ceramiche e arredi.

Un controcanto a questo affascinante viaggio nell’antichità è offerto dalle opere d’arte moderna e contemporanea, per le quali l’istante della fine è divenuto elemento d’ispirazione: a cominciare dallo spettacolare quadro “Vesuvius” di Andy Wharol, proveniente dal Museo napoletano di Capodimonte. Altri pregevoli “pezzi” esposti alle Scuderie del Quirinale sono del pittore e incisore inglese Joseph Mallord William Turner e del britannico Damien Hirst, passando per Pierre-Henri de Valenciennes, Alberto Burri e Giuseppe Penone.

La mostra “Pompei e Santorini” resterà aperta fino al prossimo 6 gennaio 2020.

 ORARI:

da domenica a giovedì dalle ore 10 alle 20. Venerdì e sabato dalle ore 10 alle 22,30. Ingresso consentito fino a un’ora prima dell’orario di chiusura.

BIGLIETTI:

gratuito under 6. Giovani 6-17 anni 2 euro. Intero 15 euro. Ridotto 13 euro. Open 22,50 euro.

INFORMAZIONI E PREVENDITA:

gruppi@scuderiequirinale.it – Call center +39 02 92897722.

Acquisto online www.scuderiequirinale.it

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