IL PONTE DEI RECORD

IL PONTE DEI RECORD

I lavori sono durati poco più di un anno, per l’esattezza 379 giorni. E ora il nuovo viadotto sul Tagliamento, al confine tra Veneto e Friuli, è già diventato “il ponte dei record”: il simbolo di un’Italia che non si arrende e vuole progredire, ma anche un modello di efficienza e di rapidità per la ricostruzione del ponte di Genova, crollato alla vigilia di Ferragosto scorso, provocando la morte di 43 persone.

Il viadotto dell’A4 sul Tagliamento, inaugurato il 9 dicembre scorso, collega i due tratti dell’autostrada al di qua e al di là del fiume. Si tratta di un’arteria cruciale per il traffico fra l’Italia, l’Austria e la Germania verso Nord, attraverso il valico di Tarvisio; e verso il Centro Europa, via Trieste e Gorizia. Un traffico automobilistico di oltre 48 milioni di macchine nel 2018 (+2,6% rispetto all’anno precedente) e di oltre 12 milioni di mezzi pesanti (+6,3%).

Molto più basso del ponte Morandi, il nuovo viadotto corre a circa dieci metri di altezza sull’alveo del fiume, ma è più lungo di quasi mezzo chilometro (1.500 metri contro 1.100). Per realizzarlo, è stato necessario un investimento di 70 milioni di euro, con l’impiego di 70-80 operai. E in vista di un prossimo allargamento dell’A4 a tre corsie, è già in fase di costruzione un altro viadotto parallelo per fare un “miracolo-bis”.

A parte la funzionalità della nuova struttura per il traffico su ruota, il “ponte dei record” ha anche una doppia valenza paesaggistica e turistica. Con una lunghezza di 170 chilometri e un bacino di quasi 3.000 chilometri quadrati, il Tagliamento è il fiume più importante del Friuli-Venezia Giulia ed è l’unico di tutto l’arco alpino e uno dei pochi in Europa a preservare una morfologia a canali intrecciati. Per l’unicità del suo ecosistema, viene chiamato anche “il Re dei fiumi alpini”. La sua sorgente si trova a 1.195 metri di altitudine, nel Comune di Lorenzago di Cadore, nella provincia di Belluno al confine con quella di Udine.

Con il nuovo viadotto, destinato a essere presto raddoppiato, tutta la zona acquisterà anche una maggiore attrattiva per il turismo, sia estivo sia invernale. E così il progetto costituirà un punto di riferimento per la ricostruzione del ponte di Genova, nella speranza che i tempi vengano rispettati e l’opera possa essere completata – come ha promesso il ministro dei Trasporti, Danilo Toninelli – per il prossimo Capodanno.

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