AGRICOLTURA BIOLOGICA UN BOOM DEI PRODOTTI

AGRICOLTURA BIOLOGICA UN BOOM DEI PRODOTTI

Non è una moda, ma piuttosto una necessità. Il boom dell’agricoltura biologica si può constatare ogni giorno nei mercati e supermercati o nei negozi specializzati. Il nuovo primato che l’Italia conquista in Europa si deve soprattutto al nostro Sud e alle sue produzioni agro-alimentari.

Ormai più del 15,8% della nostra superficie agricola è coltivato con metodi biologici, contro una media europea dell’8%. Dietro l’Italia, seguono nell’ordine la Spagna con il 10,1%, la Germania (9,07) e la Francia (8,06). Le maggiori estensioni sulla nostra Penisola si trovano nelle regioni meridionali: 370mila ettari in Sicilia, 266mila in Puglia, 208mila in Calabria. Mentre la prima regione del Nord è l’Emilia Romagna con 166mila ettari biologici.

È quanto emerge dal Rapporto Sinab (Sistema di informazione nazionale sull’agricoltura biologica) sulla base dei dati dell’Istituto di servizi per il mercato agricolo-alimentare, presentato nei giorni scorsi alla Fiera del settore a Bologna. “L’agricoltura biologica – ha dichiarato il direttore dell’Ismea, Raffaele Borriello, al quotidiano Il Messaggero – è un tassello sempre più importante dell’agroalimentare italiano di qualità”. Ora l’obiettivo indicato dal programma europeo “Farm to Fork” è quello di raggiungere il 25% di superficie a coltivazione biologica.

Il boom corrisponde a quella che è stata chiamata “la filiera delle tre A”: e cioè, ambiente, agricoltura, alimentazione. Una catena della sopravvivenza all’insegna della svolta green. E offre una grande opportunità di crescita all’intero comparto, in particolare nel Mezzogiorno favorito dalle condizioni climatiche più miti.

I dati del Rapporto Sinab documentano, infatti, che i consumi domestici di prodotti biologici sono arrivati alla cifra record di 3,3 miliardi di euro, con una crescita del 4.4% a giugno 2020 anche per effetto dell’emergenza sanitaria provocata dall’epidemia di coronavirus. Il lockdown ha spinto verosimilmente i consumatori a orientarsi verso alimenti più sani e sicuri. E la grande distribuzione s’è rapidamente adeguata a questa tendenza.

Nei supermercati, s’è registrato un incremento dell’11% nelle vendite di prodotti biologici. I consumatori privilegiano la gamma del “fresco”, con aumenti del 7,2 per gli ortaggi e di alcune categorie specifiche come le uova con il 9,7. Crescono in parallelo anche le importazioni, suscitando qualche preoccupazione per quelle di provenienza extra-europea: nel 2019, sono arrivati 210 milioni di chili, di cui quasi un terzo dall’Asia. Avverte perciò Ettore Prandini, presidente della Coldiretti: “Occorre al più presto dare seguito alla raccomandazione della Corte dei Conti europea che invita a rafforzare i controlli sui prodotti biologici importati che non rispettano gli stessi standard di sicurezza di quelli europei”.

Con il boom, insomma, aumenta anche la concorrenza. Ma, per tutelare la nostra produzione, bisogna fare in modo che non diventi “sleale”. In questo campo dell’alimentazione e della salute è più importante che in qualsiasi altro.

 

 

 

 

 

 

 

 

Share this: