GIOCHI PROIBITI AI BAMBINI

GIOCHI PROIBITI AI BAMBINI

Sono davvero “Giochi proibiti”, come s’intitola un’inchiesta televisiva a puntate di Sky Tg24, quelli che sono costretti a fare i nostri figli o nipoti nei giardini e nei parchi pubblici che dovrebbero essere loro riservati nella giungla urbana delle città italiane. Da Roma a Milano, da Modena a Caivano (Napoli), la rete satellitare all-news sta meritoriamente documentando e denunciando giorno per giorno una situazione di degrado ambientale, insicurezza e allarme sociale, mancanza di ordinaria manutenzione e d’igiene, negli “spazi verdi” dedicati ai bambini. Un impegno giornalistico di servizio pubblico che il Tg di Sky, diretto da Sarah Varetto, ha affrontato finora più e meglio di “Mamma Rai”.

A Roma, l’inchiesta ha puntato in particolare i riflettori sul Parco del Colle Oppio, sporco e abbandonato all’incuria, dove i rifiuti dilagano nell’area giochi destinata ai più piccoli: altalene, scivoli, casette di legno. Altrettanto accade a Milano nei giardini di via Venini, mentre all’interno del Parco Insubria – non lontano da Porta Romana – sono evidenti le tracce del consumo di alcol e di droga. A Modena e a Caivano, i parchi per i bambini sono “invasi” dagli spacciatori, con gravi rischi per i più piccoli ma anche per le mamme o le nonne che generalmente li accompagnano.

Sono numerosi, infatti, i genitori che si sono lamentati con Sky Tg24 dopo aver segnalato più volte i disagi ai rispettivi Comuni e Municipi o direttamente ai Vigili urbani. Oltre a una sorveglianza continua, manca dovunque una manutenzione regolare del verde pubblico e degli impianti per i giochi. Perfino le altalene e gli scivoli possono diventare così una “trappola” pericolosa per i frequentatori più piccoli e inesperti.

Di notte, questi giardini si trasformano abitualmente in “mercati della droga”, frequentati per lo più dai trafficanti e dai tossici. Ma anche in pieno giorno è frequente assistere alla vendita clandestina di stupefacenti, a pochi passi dalle aree riservate ai giochi. Le siringhe sparse sul terreno o sull’erba diventano così un’insidia per la salute dei bambini che corrono sui prati o fra gli alberi.

Quando le “troupe” di Sky Tg24 si avvicinano ai giovani – per lo più immigrati – in attesa dei loro clienti, i “pusher” si rifiutano di rispondere alle domande dei cronisti e in genere si allontanano in tutta fretta. Ma naturalmente ritornano poi nei giardinetti e nei parchi pubblici, non appena le telecamere si spengono, per continuare a spacciare la “roba” a poca distanza dalle “aree giochi” dei bambini. Un insulto e un’offesa quotidiana alla convivenza civile, proprio nei luoghi dove i più piccoli dovrebbero cominciare a esercitare, all’aria aperta e in mezzo al verde, il proprio diritto alla libertà.

Anna Gomes

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